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Siria, nuova strage a Kobane

Isis controlla nuovamente la città

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Se qualche baldo Rossellini curdo aveva già preparato la sceneggiatura di Kobane città aperta, avrà dovuto mestamente rimettere il copione nel cassetto.

Nella città curdo-siriana, infatti, l'Isis non solo è tornato padrone del campo, ma ha anche immediatamente ristabilito lo status quo del terrore. Risultato: centoventi morti in poche ore, una strage con cui gli uomini di al-Baghdadi si sono dati il bentornato in quella che era stata una delle loro roccheforti.

i peshmerga ci tengono a precisare che i jihadisti, in realtà, sarebbero sotto il loro accerchiamento, ma è un fatto che le milizie del Califfato, da alcune ore, sono tornate a tenere saldamente in mano i quartieri centrali di Kobane, e cioè Kani Korda, Butan, i dintorni della moschea di Hach Rachid e quelli del presidio di Medici Senza Frontiere. Insomma, la situazione si è capovolta nuovamente, e, proprio come all'inizio dell'anno, l'Isis tiene l'ostaggio per il collo, mentre i liberatori sono tornati ad essere assedianti.  

Da quello che riportano le cronache ufficiali, la "breccia di Porta Pia" dello Stato Islamico sarebbe stata un posto di blocco curdo all'ingresso meridionale della città, che i miliziani avrebbero superato azionando un'autobomba; e  così, in stile tipicamente alqaedista-talebano si  sono aperti la strada verso la periferia sud della città, Ayn Arab.

Secondo un'altra ricostruzione, invece, quella di Karim Franceschi, un italiano che è andato in Kurdistan per aggregarsi ai peshmerga, gli estremisti sono penetrati dentro le mura della città nottetempo, travestiti da soldati del Libero Esercito Siriano. Così facendo, hanno colto nel sonno gli abitanti, e molti di essi (soprattutto donne e bambini) sono stati trucidati nelle loro stesse case. 

Per i curdi la Turchia ha agevolato lo Stato Islamico concedendo alle milizie isisine il passaggio attraverso il suo territorio: e non è la prima volta.  

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