Spagna, arresto per ex direttore Fmi

Inchiesta secretata

pubblicato il 17/04/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Rodrigo Rato

Fine di una parabola politica? Rodrigo Rato, uomo forte del Partito Popolare spagnolo e braccio destro dell’ex premier José Maria Aznar, è stato arrestato il 16 aprile sulla base di una triplice accusa, pesantissima: frode, riciclaggio di capitali e occultamento di beni.

A colui che è stato il nocchiero delle politiche economiche iberiche per quasi un decennio, dal 1996 al 2004, le manette sono state recapitate direttamente a casa: e non è stato facile rintracciare il posto dove viveva. La localizzazione del suo domicilio, nel quartiere “Salamanca” di Madrid, ha infatti richiesto agli agenti del fisco un impegno di diverse ore: poi, una volta varcata la soglia dell’abitazione tanto cercata, si sono sfogati mettendo in atto una perquisizione totale di essa.

Rato è coinvolto in un’inchiesta, secretata, con cui i magistrati si prefiggono di chiarire se il condono fiscale deciso nel 2012 dall’attuale governo Rajoy (governo di centro-destra), a cui l’ex ministro aderì, abbia portato alla legalizzazione di fondi neri.

Rato è stato per Aznar quello che Tremonti è stato per Berlusconi, un vero e proprio Colbert (o se, si preferisce, Necker) del centro-destra. Ma il suo curriculum non si esaurisce all’ombra dell’ex leader baffuto: nel 2004, rieletto al Parlamento di Madrid, preferì dimettersi da deputato per assumere la poltrona di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, che avrebbe poi lasciato anzitempo nel 2007. In seguito, dal 2010 al 2012 fu al timone di Bankia, un maxi-organismo bancario nato dalla fusione di sette casse di risparmio.

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