Borsa di Milano in calo: mini-ripresa soffocata sul nascere?

Tra Btp, Bund e l'Austerity di Berlinguer

pubblicato il 17/04/2015 in Economia da Ignazio Angelo Pisanu
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Ignazio Angelo Pisanu

Finora è un Venerdì nero per piazza affari – La borsa di Milano alla 12.35 è in calo del 2 per cento esatto e si colloca all’ultima posizione nella statistica giornaliera delle borse europee.

Anche lo Spread, cioè la differenza di valore tra btp e bund, che – come è sempre bene ricordare – sono rispettivamente i titoli di stato italiani e tedeschi sale a 139 punti percentuali. I dati sono la conseguenza finanziaria dello stallo della situazione greca, che crea non pochi grattacapi all’Europa.

I flebili segnali di ripresa dimostrati dai mercati finanziari europei e dal mercato del lavoro italiano – come tiene a precisare il ministro dell’Economia Padoan ogni qualvolta rilasci dichiarazioni – cadono sotto i colpi della crisi infinita, delle discrepanze greco-tedesche e dello Spread.

Se, come scriveva Berlinguer, L’Austerity è una forma di rigore, di guerra allo spreco è divenuta una necessità irrecusabile da parte di tutti ed è, al tempo stesso, la leva su cui premere per far avanzare la battaglia per trasformare la società nelle sue strutture e nelle sue idee di base”, e ancora: “Le politiche di Austerity hanno come scopo quello di instaurare giustizia, efficienza, ordine, e, aggiungo, una moralità nuova”, c’è da tranquillizzarsi.

Se tutto fosse veramente “come diceva Berlinguer”, l’Italia e l’Europa mediterranea potrebbero ‘sfruttare’ la crisi e l’austerità per migliorarsi. La domanda sorge spontanea: sono già riscontrabili miglioramenti in questo senso? Si sta formando una moralità nuova o siamo ancora schiavi di logiche ormai troppo vecchie? E se non fosse come diceva Berlinguer? Cosa sarebbe veramente l’Austerity? 

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