Inghilterra, imam trovato morto nella sua auto

Si tratta di Abdul Arwani

pubblicato il 10/04/2015 in Dal Mondo da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Abdul Arwani

Era un oppositore del regime del presidente Bashar al Assad. Un pericoloso oppositore, che qualcuno ha pensato bene di far eliminare da un sicario.

Sempre ammesso che sia stato ucciso, e magari non si sia suicidato, sparandosi un colpo al petto. Quel che è certo, è che il corpo privo di vita di Abdul Hadi Arwani, quarantottenne imam siriano, mercoledì 8 aprile è stato trovato all’interno della sua stessa auto. Ma non ci troviamo a Damasco, o in qualche altra infuocata provincia della Siria. Bensì a Wembley, nel cuore del Regno Unito.

Arwani, infatti, da anni viveva in Gran Bretagna: per molto tempo era stato la guida religiosa della moschea di East London, una delle più grandi in Europa (è bene ricordare che la parte orientale di Londra è da sempre una fucina e un serbatoio della resistenza armata a Bashar Assad).

Come alla vendetta della mafia, si potrebbe dire, così a quella di Damasco non si sfugge, neppure se si opera in un Paese all’altro capo del mondo. Tuttavia, al momento, la pista dell’omicidio di Stato è soltanto un’ipotesi, anche se è la più accreditata.. E soprattutto è quella che gli inquirenti hanno immediatamente sollevato in relazione alla morte dell’ex imam. In tanti lo ricordano come uno degli animatori principali delle manifestazioni anti-Assad che si tenevano nella capitale britannica, e per le sue strette frequentazioni con i dissidenti più in vista dal regime siriano in un’altra moschea, quella di An-Noor nel quartiere residenziale di Acton.

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