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Inghilterra, imam trovato morto nella sua auto

Si tratta di Abdul Arwani

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Era un oppositore del regime del presidente Bashar al Assad. Un pericoloso oppositore, che qualcuno ha pensato bene di far eliminare da un sicario.

Sempre ammesso che sia stato ucciso, e magari non si sia suicidato, sparandosi un colpo al petto. Quel che è certo, è che il corpo privo di vita di Abdul Hadi Arwani, quarantottenne imam siriano, mercoledì 8 aprile è stato trovato all’interno della sua stessa auto. Ma non ci troviamo a Damasco, o in qualche altra infuocata provincia della Siria. Bensì a Wembley, nel cuore del Regno Unito.

Arwani, infatti, da anni viveva in Gran Bretagna: per molto tempo era stato la guida religiosa della moschea di East London, una delle più grandi in Europa (è bene ricordare che la parte orientale di Londra è da sempre una fucina e un serbatoio della resistenza armata a Bashar Assad).

Come alla vendetta della mafia, si potrebbe dire, così a quella di Damasco non si sfugge, neppure se si opera in un Paese all’altro capo del mondo. Tuttavia, al momento, la pista dell’omicidio di Stato è soltanto un’ipotesi, anche se è la più accreditata.. E soprattutto è quella che gli inquirenti hanno immediatamente sollevato in relazione alla morte dell’ex imam. In tanti lo ricordano come uno degli animatori principali delle manifestazioni anti-Assad che si tenevano nella capitale britannica, e per le sue strette frequentazioni con i dissidenti più in vista dal regime siriano in un’altra moschea, quella di An-Noor nel quartiere residenziale di Acton.

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