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Corea Nord, la nomenklatura si fabbrica in casa

Sempre più pesante il ruolo della sorella del presidente

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Kim Yo-Jong: per chi è in vena di battute è facile associare il suono di questo cognome al famoso giocattolo discoidale con l’elastico, classico emblema di fanciullezza o di fanciulloneria. A conti fatti, in Corea del Nord, da quando il tiranno fanciullone Kim Jong-Un è succeduto al padre, il tiranno ineffabile Kim Jong Il, il regime non è diventato meno inumano e feroce di prima: Kim Jong junior non è meno crudele di Kim Jong senior, ma sembra che si diverta ad esercitare la crudeltà del suo potere, come se giocasse in modo sadico tra carri armati e “soldatini”, i suoi balocchi del terrore e dell’antidemocrazia. Un tiranno sadi-ludico, o ludi-sadico: e nella sua tirannia-giocattolo uno Yo-Jo(ng) ai vertici del potere non ci sta male.
Sarebbe meglio dire “una” Yo-Jong:, in realtà: parliamo infatti della ventiseienne sorella del presidente, che di anni ne ha trentuno (ne aveva ventotto quando succedette al padre). Il 27 novembre l’agenzia ufficiale del governo nordcoreano, Kcna, ha presentato la donna come nuovo “vice-direttore di dipartimento del comitato centrale del partito dei lavoratori”, cioè il “partito di famiglia” e l’unico esistente in Nord Corea. Il Plc, infatti, fu fondato nel 1948 e diretto fino al 1994 da Kim Il-Sung, il nonno di Kim Jong-Un e Kim Yo-Jong, e poi papà Kim Jong-Il gli successe nella  leadership di esso.
Kim Yo-Jong è considerata di fatto la vera “first lady “ della Nord Corea, e questo nonostante Kim Jong-Un, che pure resta un immaturo e bamboccione, una moglie ce l’abbia, e cioè Ri Seol Ju. Ma quasi sempre è lei, la sorella, a comparire al suo fianco come presenza femminile: quasi una sorta di Richelieu o Mazzarino in versione rosa, e per giunta dello stesso sangue. 

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