Dallas: tensione razziale ai ferri corti, uccisi 5 agenti di polizia durante una manifestazione

Il capo della polizia: 'Sembrava un vero e proprio agguato'

pubblicato il 08/07/2016 in Dal Mondo da Danilo Di Laudo
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Danilo Di Laudo
Foto Ansa

DALLAS (USA) – Nemmeno quando una manifestazione dovrebbe essere pacifica si può star certi che non succeda un disastro. È quanto accaduto nella notte italiana di ieri quando, alle ore 21.00 locali, – circa le 3.00 ora italiana – quattro uomini, l’Ansa così come le altre agenzie di stampa parla di cecchini, ha aperto il fuoco sulla folla scesa in strada per manifestare contro le ultime uccisioni di afroamericani da parte dei ‘bianchi’.

Il bilancio è apparso da subito drammatico con cinque agenti uccisi e sei feriti ma gli scontri non sono rimasti limitati alla notte, infatti nelle ultime ore si è svolto un ulteriore conflitto a fuoco all’interno di un garage tra uno dei sospettati e gli agenti. La polizia ha cominciato le trattative ma il soggetto, secondo quanto riportato dall’Ansa, avrebbe dichiarato di aver nascosto degli ordigni esplosivi in città con l’intento di uccidere ancora. Sono state ore convulse quelle immediatamente successive alla neutralizzazione dell’attentatore le cui parole, fortunatamente, sembrano non essere state confermate.

UN VERO E PROPRIO AGGUATO – Queste le parole del campo della polizia di Dallas David Brow il quale ha confermato, durante una conferenza stampa, il numero di poliziotti colpiti asserendo, inoltre, che erano circa cento gli agenti impegnati nella manifestazione e che erano a rischio.
Sempre Brow ha fatto sapere che i cecchini erano quattro e hanno scelto di colpire al termine della manifestazione mirando specificatamente agli agenti, colpiti per lo più alle spalle. 'Il loro piano era di ferire e uccidere il maggior numero di agenti possibile', ha concluso Brow, senza dichiarare il movente dell’attacco.

L’ATTENTATORE UCCISO – Sarebbe di un giovane venticinquenne, Micah Xavier Johnson, incensurato e residente a Dallas, l'identità dell'attentatore ucciso nel corso dei negoziati e nello scontro del ‘garage’. Il giovane non avrebbe mai avuto rapporti con alcuna cellula terroristica nel corso della sua vita, almeno secondo quanto riportato dal Los Angeles Time.

NON ERA DA SOLO – Oltre a Johnson altre persone sarebbero state fermate dalla polizia, il primo Mark Hughes, rilasciato poco dopo nonostante si fosse costituito. Tra i sospettati sembrerebbe esserci anche una donna ma nessuno di loro è ancora entrato in contatto con gli inquirenti.
'Sembrava un'esecuzione' – così un testimone oculare ai microfoni della CNN. L’uomo ha raccontato di aver visto qualcuno scendere da un Suv in tenuta ‘tattica’ con in braccio un fucile, dirigersi verso un agente a terra e freddarlo con diversi colpi sparati da breve distanza. ‘Sembrava un attacco pianificato, l'uomo era preparato, sapeva dove stare, aveva molte munizioni’ chiude il testimone.

L’INTERVENTO DI OBAMA - 'E’ stato un attacco feroce e premeditato' ha esordito in un video il presidente e, proseguendo, ha poi affermato: ‘le uccisioni degli afroamericani da parte della polizia non sono una questione solo nera o ispanica, ma americana. Tutte le persone imparziali dovrebbero essere preoccupate della frequenza con cui la polizia uccide gli afroamericani''.

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