La Sicilia, la musica, i viaggi, la bellezza: ecco la vita del "Capitano Sognante" Cris Nania

Domenica, nella sua Scoglitti, un mini live del poliedrico artista a "Canta con me"

pubblicato il 08/07/2016 in Musica e spettacolo da Valentina Frasca
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Valentina Frasca

Si definisce un poeta, ma anche un musicista e un marinaio. E, del resto, non potrebbe essere altrimenti per un artista poliedrico come lui, nato nel borgo marinaro di Scoglitti 60 anni or sono e sempre in giro per il mondo in cerca di nuove ispirazioni. I viaggi lo hanno arricchito interiormente, ma la Sicilia è un’isola che non ti molla facilmente, e infatti lui è sempre rimasto ancorato alle terra natìa e ce la fa ritrovare, ce ne mette un pezzettino, in ogni nuova canzone.

Per Cris Nania la Sicilia è come una donna e una mamma, la musica come un’opera pittorica in cui i colori devono essere sapientemente miscelati, i testi incentrati sull’ampissima gamma di sentimenti che l’animo umano è in grado di provare e trasmettere. Che Cris ami profondamente la vita lo si intuisce anche ascoltando il suo ultimo album “Del mare, del sogno e dell’amore”, scritto da lui personalmente e nato all’interno degli studi di registrazione vittoriesi Fonograme e Ibleart. Cris sarà domenica a Scoglitti per regalare un minilive nell’ambito di “Canta Con Me”, l’evento musicale voluto e organizzato da Concita Occhipinti con la collaborazione di Radio Sole e che, nel suggestivo scenario della Capannina, vedrà la partecipazione di diversi talenti iblei del mondo dello sport, del ballo e della canzone.

Puoi rivelarci, in anteprima, cosa potremo ascoltare e vedere durante il tuo minilive?

Mitica Capannina! Me la ricordo da ragazzo con tenerezza per quello che allora eravamo. Farò un omaggio, ovviamente, alla Sicilia, quindi una storia di oggi legata al sociale e una che intendo cantare per coinvolgere tutti in coro, e una, in chiusura, che parla di me, anche se in maniera molto autoironica.

Hai più volte detto che il tuo destino era già nel nome: Cristoforo, come il grande esploratore e navigatore. Qual è stato il viaggio che più ti ha ispirato a livello artistico e perché? I

l mio viaggio migliore l’ho intrapreso tanti anni fa, e non l’ho mai interrotto, per cui in effetti non ce n’é uno migliore, ma è sempre lo stesso che si rinnova di giorno in giorno, con nuove esperienze e storie.

Il tema del mare e del viaggio sono temi a te molto cari. Sulla tua pagina (lafavolablu.it) ti piace definirti un capitano sognante…

Il sogno, la curiosità e il nuovo sono quello che mi fa veleggiare, e l’ho fatto per tutti i sette mari essendo stato un vero marinaio; l’ho fatto, e lo faccio, con il mio fantastico veliero carico di storie, di emozioni e di ogni persona dalla quale traggo ispirazione per le storie che poi canto; faccio il marinaio solcando i cieli emozionali, le profondità dell’anima e le complessità della mente.

La meta turistica ancora da visitare?

Tutto il mondo è da visitare e rivisitare e visitare nuovamente. Le nostre bellezze sono tante e tali che non ci si sazia mai. Da diversi anni vado in Cina, e ho intrapreso rapporti con amici a Pechino, Shanghai ed in altre città dove ci si incontra e si formano jam session musicali. Ho suonato anche il locali diversi in Cina con apprezzamenti per le mie melodie.

E quella personale/professionale da raggiungere?

Ah, per quello ancora, sono in viaggio e la meta non si raggiunge mai, perché ogni qualvolta, presuntuosamente, ci si definisce “arrivati”, ci si accorge che invece ci ritroviamo ad un altro e nuovo inizio. Personalmente mi fermo spesso in ogni “stazione”, e quindi la meta è ancora lontana. E’ come per gli studi e gli esami universitari: ecco, io sono iscritto all’Università del Marciapiede….e sono un fuoricorso da sempre!

Ti piace parlare della tua musica come di una donna. Regalano gioie e dolori allo stesso modo? E se dovessi scegliere tra l’una e l’altra?

Scegliere tra la musica e una donna? Beh, d’istinto, sceglierei decisamente la Musica! Voi donne siete così terribilmente ma stupendamente complicate! Ma poi si finisce per rendersi conto che è quello che una donna sa dare, e il come lo dà, le gioie, i dolori, le passioni, i sentimenti, che trasforma la nostra vita in musica. Per cui le due cose sono strettamente legate ed imprescindibili.

Anche la Sicilia ricorre spesso nei tuoi testi e nella tua musica. Ma come si mette in musica la nostra terra?

Chiudi gli occhi, respira, allarga le braccia, pensati con le ali e vola, guardala dall’alto. Il blu del mare, il nero della Montagna, il rosso della lava dell’Etna, il verde degli agrumeti, gli occhi delle nostre donne cosi arabe e così normanne, i capelli, in una mia canzone della terra e delle donne di Sicilia scrivo “Tu vivi di salsedine e di sole, di luce di stelle che sorgono ad un passo dal mare, tu sai di vento, sai di caldo, di sudore e fatica d’amore… tu sai di Sicilia”.

Per te sarà un’estate ricca di appuntamenti. Puoi parlarcene?

Certo, esprimerò i miei sentimenti e le mie emozioni cercando di coinvolgere il pubblico, in diverse manifestazioni estive, facendo concerti, partecipando a vari contest di prestigio o a serate legate all’arte e la poesia.

Non si sceglie la musica, è la musica che sceglie te. Tu quando ti sei accorto che ti aveva scelto? E come?

Nel momento stesso in cui le parole cominciarono, tanti anni fa, a scorrere in me, e legando poi queste alle note che prepotentemente emergevano. Ma scelsi si, e scelsi il blues, per poi allargare e adattare ad ogni testo la musica che meglio rappresentava quelle parole.

Il tuo ultimo lavoro si chiama “Del mare, del sogno e dell’amore”. Che album è? E perché ascoltarlo?

Perché si ascolta la musica? Perché ci cibiamo? Perché inseguiamo i sogni? Per stare bene. Ecco ascoltare musica fa stare bene. Se poi si ascolta anche la mia… “Foto di gruppo” è il primo singolo estratto e per il quale è stata realizzata anche una clip. Anche qui tornano sonorità profondamente sicule. Decisamente, ho fissato sul foglio di carta quelle parole che ci ritraevano in quel particolare momento della nostra vita, aggiungendoci le foto del periodo, e figurati, è un valzer. Non c’era altra melodia che potevo legare. Ho ricevuto grande soddisfazione raggiungendo, cosa impensabile per me, le 110.000 visualizzazioni su youtube.

Cosa ti senti di dire a chi sogna di fare della musica il proprio lavoro e il proprio stile di vita?

Che è certamente dura, molto difficile e che bisogna fuggire in altri lidi. Purtroppo in Sicilia, non ci sono grandi possibilità di emergere ed allora, se uno crede in quello che fa, deve emigrare. Augurandogli metaforicamente di tornare con lo scudo e non su di esso. Buona Musica a tutti!

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