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Primarie Usa, Clinton a -30 da nomination

Vittoria a Puerto Rico per ex First Lady

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Puerto Rico.

Nomen omen per Iron Hillary, all’immediata vigilia del Super Tuesday del 7 giugno, l’ultimo (e decisivo) di questa lunghissima cavalcata delle primarie per le elezioni presidenziali. Porto ricco, ma solo per uno: per chi aveva già in partenza più delegati, la Clinton appunto, e ora, dopo la tappa di San Juan e del resto dell’isola caraibica, ne ha qualcuno in più. All’ex segretario di Stato, sul cui capo continua comunque a ronzare il fantasma del mail-gate, è andato oltre il 60% dei suffragi (il 62%, precisa Today Online), mentre il sempre coriaceo senatore del Vermont, Bernie Sanders, non è riuscito a sfondare quota 37% (facciamo sempre riferimento ai dati di Today Online).

L’isola che è parte del territorio Usa dal 1917 (e i cui cittadini possono partecipare al voto preliminare per la Casa Bianca, ma non a quello finale) metteva in palio 60 delegati. La Clinton ne ha conquistati più della meta (31, scrive ancora il Today Online), e dunque, calcolatrice alla mano, con 2316 delegati all’attivo gliene mancano circa una trentina per arrivare alla soglia d’oro dei 2383, soglia che la porterà a trasferire la sua battaglia dai quattro angoli Usa direttamente in prossimità del n. 1600 di Pennsylvania Avenue

La calcolatrice, invece, come ben sappiamo, da alcuni giorni Donald Trump l’ha già gioiosamente messa da parte sul terreno di battaglia dei repubblicani. Arrivato a superare di due unità la quota richiesta di 1237 delegati (attualmente ne ha 1239), il bilionario può soltanto acconciarsi a godere dell’eventuale extra che il Super Tuesday del 7 giugno saprà procurare al suo saldo-delegati. E a divertirsi,  assistendo al duello all’ultima curva tra i due sfidanti democratici: ancora seicento e passa delegati in ballo dalla California al South Dakota, passando per Montana, New Jersey, New Mexico e North Dakota (gli stessi Stati in cui voteranno anche i repubblicani, naturalmente).

Per la Clinton, arrivare a tagliare quel traguardo che già vede nettamente al suo orizzonte non è ancora propriamente una formalità. Almeno un altro po’, c’è da pedalare: specie in California, per lei croce e delizia in queste ore.  Proprio lì, nello Stato che, con i suoi 546 delegati in palio, diventa la chiave per ottenere la nomination, i sondaggi la danno in svantaggio rispetto a Sanders.

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