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Frederik Douglass: un uomo, un istituzione contro lo schiavismo

La battaglia di uno schiavo verso la libertà del popolo nero

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Oggi è il 120esimo anniversario della morte di un uomo che ha contribuito a cambiare la storia degli uomini.  Frederik Douglass era uno schiavo nero, come tanti altri afro-americani era alle dipendenze di un signore bianco nelle piantagioni dell'America del sud. Ma Frederik non era un qualunque, albergava in lui lo spirito libero e riformista, contribuendo alla vittoria degli abolizionisti nella guerra di secessione statunitense.

Il suo nome reale era Frederik August Washington Bailey, nacque presumibilmente il 14 febbraio del 1818 nella contea di Talbot nel Maryland nei pressi di Hillsboro. Non seppe mai l'identità di suo padre, visse con la madre schiava sino alla sua morte, poi venne affidato alla nonna materna per qualche anno. All'età di 12 anni circa venne acquistato come schiavo dalla famiglia di Hugh Auld, dove la moglie del signore gli insegnò a leggere e a scrivere, nonostante il divieto di legge di insegnare ai “negri”. Secondo gli anti-abolizionisti infatti gli schiavi se istruiti avrebbero cominciato ad aspirare alla libertà. Frederik si interesso ai giornali, libri e alla politica, soprattutto ai diritti umani e alla libertà, trovando l'ispirazione in testi come “The Columbian Orator”. Ceduto al signor Freeman, dopo tante vicissitudini, riusci ad impartire lezioni ad altri schiavi neri, fatto che provocò l'insurrezione di molti signori. Fu nel 1837 che riuscì a scappare definitivamente dal Maryland, destinazione Philadelphia dove si sposò con una donna nera libera.

Venne soprannominato il Leone di Anacostia per il suo temperamento e la sua tenacia e forse anche per le sue origini africane come l'animale della savana. Nel 1972 fu il primo candidato vicepresidente negli Stati Uniti insieme ad una donna nera candidata invece alla presidenza. Prima di allora era riuscito a far valere la sua posizione abolizionista contro la schiavitù umana, chiedendo nel 1863 al Presidente Lincoln di risolvere la questione dei soldati neri, i quali avrebbero dovuto partecipare alla guerra di secessione del 1861-1865.
Il Presidente Abraham Lincoln decise così di promulgare il Proclama di Emancipazione.
Al suo funerale, Frederik Douglass commemorò il defunto con un discorso intenso, tanto emozionante che la folla si alzò in piedi e lo applaudì.

La vita di Frederik Douglass venne stroncata da un infarto il 20 febbraio del 1895, sepellito nel cimitero di Mount Hope di Rochester a New Yoirk. A distanza di 120 anni, il mondo lo ricorda come un uomo di estremo valore, un esempio per l'intera umanità.

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