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Animali da compagnia: cosa fare per le detrazioni fiscali

Bisogna saper dimostrare il possesso di animale

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Quali spese veterinarie si potranno detrarre dalle dichiarazioni dei redditi? Sono previsti tetti massimi? E di che altre agevolazioni beneficiano i proprietari di animali?  Le risposte si trovano nelle istruzioni per la compilazione pubblicate dall’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it, sezione “Strumenti”,  voce “Modelli”) e in siti specializzati, come guidafisco.it e studiocataldi.it.

Spese veterinarie detraibili: che cosa sono? Si tratta di spese veterinarie sostenute dal contribuente per la prevenzione di malattie e per la cura di animali legalmente detenuti per compagnia e/o per pratica sportiva. La voce comprende le prestazioni professionali dei medici veterinari e l’acquisto dei farmaci prescritti. Sono inclusi anche gli esami di laboratorio fatti in strutture veterinarie, mentre sono esclusi i farmaci acquistati senza prescrizione del veterinario, mangimi e antiparassitari. Restano fuori i costi relativi ad animali utilizzati per attività commerciali o agricole, per la riproduzione e per il consumo alimentare.

Franchigia, tetto massimo e percentuale dello “sconto”
Da quest’anno le spese mediche compariranno nei 730 e nei modelli unici precompilati. Come per le spese mediche - altra cosa da tenere presente - è prevista una franchigia, pari a 129,11 euro. In più c’è un tetto massimo, fissato in 387,34 euro. La detrazione è del 19 per cento e calcolata solo sulla somma che eccede la franchigia e non supera il limite previsto. Un esempio. Se nel corso del 206 per curare Fido si sono sborsati 400 euro, la detrazione del 19 per cento si calcola sull'importo di 258 euro (cioè il tetto massimo meno la franchigia).

Che cosa serve per documentare queste spese?
Per documentare queste spese occorre avere gli scontrini parlanti delle farmacie, che vanno conservati per cinque anni, e servono le fatture o le ricevute fiscali rilasciate dal veterinario cui ci si è rivolti. Le “pezze d’appoggio” possono essere intestate al contribuente o a un familiare a suo carico.

Bisogna dimostrare di essere l’effettivo proprietario di un animale?
Al fisco, per poter effettuare le detrazioni, va dimostrato di essere i veri proprietari di un gatto, un cane, un pappagallo, un cavallo e via elencando. Per i cani è semplice: vale la documentazione rilasciata dal veterinario o dall’Asl per l’iscrizione all’anagrafe canina o per avere il microchip.

Che cosa può succedere se la proprietà non è vera o provata?
Se si dichiarano  spese veterinarie senza averne titolo, al fine di ottenere lo “sconto” fiscale, si rischiano due tipi di conseguenze: la sanzione per l’indebita detrazione delle spese e la sanzione per la mancata regolarizzazione del possesso dell’animale, nel caso sia prevista per legge.

Un’altra agevolazione extra 730: il bonus cane
Alcuni comuni italiani prevedono una riduzione della Tari, la tassa sui rifiuti, per chi adotta un cane randagio, prendendolo da un canile della zona. Il numero per ora è piccolo, ma sembra destinato a crescere. Per sapere se lo sconto è praticato, basta chiamare l’ufficio tributi della città in cui si vive o consultate il sito ufficiale. Qualche esempio? A Bisceglie, in Puglia, l’abbattimento è del 70 per cento sulla quota fissa e per due anni. A Castenaso, vicino a Bologna, il taglio è di 100 euro l’anno e per un massimo di tre anni. A Lecce il bonus cane ancora non c’è. “Lo sconto - spiegano in municipio – è previsto per il futuro: dovrebbe essere applicato a partire dal 2018”.

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