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Le missioni militari non possono avere una data di scadenza

Il Ten.Colonello Gianfranco Paglia interviene sulla permanenza italiana in Afghanistan

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Le operazioni di peacekeeping non possono interrompersi con una data programmata.

Non si possono fare missioni militari all'estero con la data di scadenza. Senza aver raggiunto l'obiettivo, come accaduto in Somalia o in Iraq: rischiamo che la storia ci si possa ritorcere contro. Questo il parere del Tenente Colonnello Gianfranco Paglia, Medaglia d'Oro al Valor Militare e consigliere del ministro alla Difesa Roberta Pinotti,  che così ha commentato l'annuncio di Matteo Renzi sulla possibilità della permanenza di un altro anno delle truppe italiane in Afghanistan.

Evidentemente l'Afghanistan non puo' essere ancora abbandonata – racconta Paglia - Chi governa deve avere la capacita' di prendere decisioni coraggiose. E' ovvio che questo comportera' un ulteriore finanziamento economico per le Forze Armate, allo scopo di poter riorganizzare la missione.

Stando a quanto dichiarato da Paglia i nostri militari non sono mai stati mandati allo sbando, indipendentemente da chi siede a Palazzo Chigi. L'Italia e' un Paese serio e lo ha sempre dimostrato. Un anno in piu' in Afghanistan comporta per il nostro contingente un maggiore sforzo, ma noi - conclude - ci siamo sempre fatti trovare pronti.

Il parere del Colonnello Gianfranco Paglia viene suffragato anche dalla recente dichiarazione del Segretario alle Nazioni Unite Ban Ki-Moon, che in un'eventuale missione di peacekeeping in Libia candida il nostro paese alla guida: un impegno e uno sforzo che viene premiato a livello internazionale, a dispetto delle spesso scarse considerazioni europee di cui l'Italia soffre.

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