Concorso per entrare nella Pubblica Amministrazione: tutto un bluff?

Una scuola che costa 21 milioni di euro all’anno e non assolve al suo compito

pubblicato il 13/10/2015 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

 La Scuola nazionale della pubblica amministrazione ha il compito di reclutare personale da inserire nella Pubblica Amminsitrazione  ma l’esito  
VI concorso, che si è concluso a luglio 2014, fa pensare male. Dei 26 vincitori dopo una severa  selezione,  arrivarono più di 10mila iscrizioni e dopo un anno di formazione di alto livello, sono state assunte soltanto nove persone per di più a caso senza seguire la graduatoria di merito , le altre 17 sono finiti in coda

Il concorso è stato indetto a giugno del 2012 e prevedeva che 26  vincitori, dopo adeguata formazione, venissero assunti come dirigenti. Arrivarono diecimila richieste di iscrizione e nel febbraio 2013, si presentarono più di 4mila candidati. Ci fu una dura selezione  e poi fu redatta la lista degli ammessi a seguire le lezioni nientemeno che nella la Reggia di Caserta. La Sna infatti ha una delle sedi proprio in alcune sale all'interno della Reggia,

Una scuola quella della Pubblica Amministrazione che costa 21 milioni di euro all'anno. Il corpo docenti,  vanta molti nomi noti che vengono pagati profumatamente : Michel Martone, ex viceministro del Lavoro,  con compenso di  di 59.000 euro, Marcello Degni   consigliere parlamentare  in pensione (59.000 euro), il dirigente di ricerca all'Istat Efisio Gonario Espa (106.000 euro), il funzionario del Parlamento europeo Sandro Mameli (135.000 euro), Alberto Heimler già direttore centrale dell'Autorità garante della Concorrenza e Mercato (173.000 euro) e Angela Razzino, dirigente generale dell'Inail (152.000 euro) per chiudere con il presidente  il professor Giovanni Tria, che tra lo stipendio dell'università di appartenenza e l'indennità Sna arriva a prendere 217.271 euro.

I vincitori del vI concorso non vengono ricevuti ai dipartimenti della funzione pubblica. Pare che il disguido sia da imputare  a un cavillo burocratico contenuto in un minuscolo comma. Nella legge di Stabilità, scorrendo l'articolo 1 si arriva al comma 425 che prevede, tra le misure di contenimento della spesa per il riordino delle Province, un divieto di assunzioni a tempo indeterminato, specificato meglio anche da una successiva circolare del ministro Madia datata gennaio. "La normativa però esclude i vincitori di concorso", sostengono gli studenti della Sna, dalle pagine del quotidiano Repubblica e fanno sapere che intendono rivolgersi all'avvocato per fare ricorso. Sorge spontanea il loro legittimo dubbio : Se il divieto è previsto dal comma 425 - osservano - perché nove di noi sono stati presi?".
 

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