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Ventitré anni fa la strage di via D’Amelio

Le celebrazioni ieri a Palermo in un clima di tensione

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Al palazzo di giustizia di Palermo nel  corso di un intervento per la commemorazione   della strage di via D'Amelio , Manfredi Borsellino, figlio del giudice Borsellino è intervenuto  con parole di difesa nei confronti della sorella, che la vede oggetto delle presunte  maledizioni del  governatore siciliano Rosario Crocetta che la vorrebbe morta come il padre, secondo quanto emerso dalle intercettazioni telefoniche delle sue telefonate con il primario Matteo Tutino.


"Mia sorella non può parlare. Non vuole per adesso parlare. Non credevo che la figlia più grande di mio padre, Lucia, con cui lui viveva in simbiosi, dopo 23 anni dalla morte di mio padre, dovesse vivere un calvario simile a quello di mio padre. Nella stessa terra. Io non posso entrare per le mansioni che ricopro nel merito delle indiscrezioni giornalistiche che indipendentemente dalle verifiche sull'attendibilità, avranno turbato tutte le persone dentro e fuori quest'aula. Che non hanno turbato, però, l'interessata, mia sorella Lucia. Che da oltre un anno era consapevole del clima di ostilità, delle offese che le venivano rivolte solo perché adempiva al proprio dovere. Sono corsi e ricorsi drammatici, considerando chi stiamo commemorando oggi. Non sarà la veridicità o l'autenticità di una singola intercettazione telefonica che consentirà a tutti i siciliani onesti di conoscere lo scenario drammatico in cui mia sorella è stata costretta ad operare in uno dei rami più delicati dell'amministrazione regionale. Lucia ha portato la croce perché voleva la sanità libera e felice. E' rimasta, fino al 30 giugno, per amore di giustizia".

Queste le parole del figlio del giudice e momento di grande commozione quando Manfredi Borsellino  rivolgendosi direttamente al presidente della Repubblica ha ammesso : “Dovrei chiederle di essere destinato altrove, lontano da una terra davvero disgraziata, ma non glielo chiedo perché ho il dovere di rimanere qui: lo devo a mio padre e soprattutto a mia sorella Lucia"  parole che hanno provocato  l’abbraccio commosso tra i due.

Presente alle celebrazioni anche il ministro Alfano che in merito alla vicenda delle intercettazioni  ha ribadito : "Se altre Procure sanno parlino. Se ci sono altri magistrati che sono in possesso dell'intercettazione tra Crocetta e Tutino, la cui esistenza è stata smentita dalla Procura di Palermo, che lo dicano, Se quelle Procure non le tirano fuori in modo trasparente - ha aggiunto Alfano parlando delle presunte intercettazoni , allora si tratta di uffici che non fanno il gioco dello Stato"

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