Dall’Assemblea del partito Matteo Renzi annuncia che il Pd non sarà più il partito delle tasse e promette una rivoluzione fiscale. La prima mossa eclatante sarà l’eliminazione della tassa sulla prima casa, dell'Imu agricola e sugli imbullonati, per proseguire poi nel 2017 con un intervento Ires e Irap e l’anno successivo sugli scaglioni Irpef e sulle pensioni.
I toni sono trionfali : "Onore al Pd, ciò che abbiamo fatto in 7 mesi è particolarmente degno di onore e orgoglio e ha consentito al paese di ripartire. L'economia si è rimessa in moto e adesso è il momento di fare il salto di qualità e siamo in grado di farlo. I numeri positivi oscurati dal disfattismo Risultati che però sono spesso oscurati dal "disfattismo. A chi diceva che paese doveva condannarsi a immagine fatta soltanto di turismo e servizi ricordiamo che produzione industriale - da maggio 2014 a 2015 - è aumentata del 3%" e non siamo più zimbello d'Europa"
Renzi ha poi parlato del problemi interni al partito del colpo basso delle ultime amministrative e controbatte : "C'è stato un tempo in cui nel pd si perdeva molto occorre un'operazione verità " ma subito dopo Ricorda che il Pd oggi è il partito più votato nella storia d’Italia dal 1958 ad oggi e il più votato in Europa prima della Merkel. Governa 17 regioni su 20 e quindi sottolinea è necessario "dare risposte all’esterno non all’interno, chi pensa solo a discussione interna sbaglia direzione."
Renzi rivendica il suo partito come unica forza di sinistra valida , scartando il populismo del Movimento 5 Stelle, la sinistra radicale e la destra becera della Lega Nord e definisce Salvini uno spauracchio di cui non aver paura , mentre ammonisce: il centrodestra non va sottovalutato

