Dramma dell’immigrazione e responsabilità europea

Sicilia 1600 morti in meno di quattro mesi

pubblicato il 20/04/2015 in Attualità da Valentina Roselli
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Valentina Roselli

Il dramma dell’immigrazione clandestina proveniente dall’Africa è una vera e propria catastrofe biblica davanti alla quale la comunità internazionale resta impotente. La destabilizzazione del grande Maghreb dopo le primavere arabe ha moltiplicato il numero dei migranti, dal 2002 al 2010, ci sono stati in media ogni anno 20mila migranti che sono sbarcati sulle coste del nostro paese e nel 2014 si è avuto il picco con 169 000 sbarchi.

 Molti  arrivano da paesi in guerra: Afghanistan, Siria, Irak, Libia e Mali. Ma oltre la guerra numerosi clandestini che provengono dall’Egitto , Costa d’Avorio, Sénégal, Guinea e Corno D’Africa cercano di sfuggire alla fame. Ormai i trafficanti non hanno più nessuna regola , per aumentare i profitti non esitano a sovraccaricare le imbarcazioni con i risultati sotto gli occhi di tutti. Sono conosciuti dalla polizia, il più famoso è l’etiope Ermias Ghermay , ma nulla si può fare contro di loro , sono di giorno in giorno più determinati .

Tutte le imbarcazioni sono diventate oro per i trafficanti e il canale di Sicilia è diventato un mare di pirati oltre che fossa comune. Ma pare che il peggio debba ancora venire. Per l’intelligence europea in un prossimo futuro  tra 800 000 e un milione di migranti confluiranno verso la libia per tentare poi di raggiungere i paesi europei. Davanti a questa catastrofe l'Europa è sul banco degli imputati accusata di avere rimpiazzato Mare Nostro con Triton. Mare Nostrum era destinato a soccorrere i migranti in mare intervenendo il più rapidamente possibile ma è stato accusato di incentivare i migranti a raggiungere le nostre coste ed è stato sostituito con l’operazione Triton, la cui missione non è più quella del soccorso in mare ma la vigilanza delle frontiere europee.

Un cambiamento di strategia drammatico. Perchè non solo nel 2015 la flotta dei migranti è la stessa ma conta 1600 morti contro i 96 dei primi quattro mesi dell’anno precedente. La politica è senza risposta o specula sul dramma. Matteo Salvini, chiede un blocco navale davanti alla Libia , Daniela Santanché, arriva ai bombardamenti dei battelli dei trafficanti prima che prendano il mare. Altre voci reclamano la costituzione all’intero dei paesi dei migranti di strutture destinate a gestire preventivamente i flussi migratori distribuendo i permessi di soggiorno. Oltre alla difficoltà di trovare un consenso politico in Europa sulle quote degli immigrati il progetto sembra azzardato in paesi che sono in guerra. Roma accusa l’Europa di averla abbandonata e affronta come può in solitudine l’urgenza. I guardia coste della marina sopperiscono all’immobilismo di Triton e hanno salvato almeno 10mila persone solo la scorsa settimana. Senza il loro intervento il bilancio sarebbe ancora più pesante.

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