Quello che non torna non sono i conti ma le vite.

L'ennesima tragedia del mare impone un ripensamento sull'efficacia di Triton.

pubblicato il 19/04/2015 in Attualità da Tony Mariotti
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Tony Mariotti

Nulla servirà a riportare in vita settecento esseri umani inghiottiti dal mare. La politica, tutta, ha però il dovere di impedire che altri esseri umani subiscano la stessa sorte. I numeri lasciano poco spazio alle dissertazioni fini a se stesse o al proprio tornaconto, allo stato attuale un confronto tra “Mare Nostrum” e “Triton” ci dice che il primo ha avuto costi notevolmente più alti giustificati, con il senno di poi, da una efficacia notevolmente superiore rispetto al disastroso Triton. L'errore, per quanto grave, può essere riparato attraverso un ripensamento repentino ed attraverso la consapevolezza che essere uomini e pensare da uomini è diverso dall'essere ragionieri e ragionare di conto. Non può essere contemplata una “spending review” che tratti la vita e la storia che essa si porta dietro, come un fattore variabile di un risultato da registrare. Se ci sono cose per le quali vale la pena che uno Stato si indebiti, tra queste non può non esserci la vita umana. I debiti si possono estinguere, trasferire o ri-contrattare ma i corpi vuoti che il mare, non sempre, restituisce resteranno sempre vuoti e freddi.

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