Con l’ex Parlamentare della Lega Barbara Saltamartini che si è resa disponibile per questa intervista, abbiamo affrontato il caso dell’avvocato Alessandra Demichelis che deve difendersi da un’azione disciplinare avviata dal consiglio distrettuale di disciplina dell’Ordine degli Avvocati di Torino. Barbara Saltamartini è nata a Roma nel 1972. Imprenditrice nel settore dell'organizzazione degli eventi e della comunicazione, dirigente romano di Azione Giovani, nel 1997 diviene consigliere circoscrizionale a Roma. Nel 1998 è eletta consigliere alla Provincia di Roma per Alleanza Nazionale e riconfermata nel 2003. È stata tra i promotori del Comitato "Militanti per la vita". Nel 2008 è candidata alla Camera dei Deputati nel collegio "Sicilia 2" nella lista del Pdl. Eletta deputato, è membro delle commissioni Lavoro e Affari sociali e Capogruppo nella Commissione Bicamerale per l'Infanzia. Componente della direzione nazionale del Pdl diviene responsabile nazionale del Settore Pari Opportunità. Alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio del 2013 è eletta per il Pdl alla Camera dei Deputati nel collegio Lazio 2 (Rieti, Viterbo, Frosinone e Latina). Il 16 novembre 2013 con lo scioglimento del PdL, decide di aderire al Nuovo Centro Destra (NCD), guidato dal Segretario Angelino Alfano. Il 1° aprile 2015 ufficializza la sua adesione alla Lega. Alle elezioni politiche del 2018, sempre nelle file della Lega, si ricandida alla Camera dei Deputati, venendo rieletta per la terza legislatura. Nella XVIII legislatura, l’on. Saltamartini sarà eletta Presidente della Commissione Attività Produttive. Alle elezioni politiche anticipate del 2022, l’on Saltamartini si ricandida alla Camera dei Deputati con la Lega, ma non verrà rieletta.
Il consiglio distrettuale di disciplina dell’Ordine degli Avvocati di Torino ha avviato un’azione disciplinare, con la sospensione di 15 mesi dalla professione nei confronti dell’avvocato Alessandra Demichelis, rea di aver postato sui social, non foto erotiche, ma semplici foto sexy. Che idea si è fatta in merito a questo caso? In generale sono convinta che la libertà sia un bene prezioso e pertanto ritengo che debba essere sempre tutelata. Nel caso specifico considero che sia sproporzionata e fuori misura, la decisione del consiglio distrettuale di disciplina dell’Ordine degli Avvocati di Torino di avviare un’azione disciplinare che prevede la sospensione di 15 mesi nei confronti dell’avvocato Alessandra Demichelis, per aver postato sul suo profilo social, foto in bikini. Con questa azione disciplinare si va a ledere la sua libertà personale.
Ci sono luoghi, come ad esempio, le Aule del Parlamento, le Aule dei Tribunali, le scuole e le università, ecc. che richiedono un abbigliamento consono. Non trova assurdo che una donna (soprattutto coloro che sono esposte pubblicamente, come esponenti politici, giornaliste, ecc.) che rispetta il decoro che richiede un luogo di lavoro, se poi, nella sua vita privata decide di tenere un comportamento disinibito, seducente e sexy automaticamente viene considerata meno credibile e autorevole di una non avvenente? Premesso che sono d’accordo che ci siano luoghi, dove è necessario che sia l’uomo e la donna debbano mantenere un abbigliamento sobrio e decoroso consono all’ambiente di lavoro. A tal proposito non posso non rilevare che quando ero Parlamentare, ho assistito che più delle volte erano i Parlamentari, soprattutto quelli giovani che avevano un abbigliamento non adeguato, mentre noi donne in Aula eravamo sempre ligie e attente nel tenere un abbigliamento sobrio. Al di fuori del luogo di lavoro, non vedo nulla di male se una donna (medico, o avvocato o giornalista o esponente politico) affermata e anche bella, decida di postare una foto e sfoggiare con un bikini la sua bellezza. Trovo alquanto assurdo e frutto di uno stereotipo l’automatismo che porti a giudicare la donna solo in base all’aspetto esteriore. Una donna capace nella propria attività o professione rimane tale anche se si presenta in televisione o sui social bella seducente e sexy.
In passato è capitato che una parte della stampa, abbia preso di mira il comportamento social di alcune sue colleghe Parlamentari che hanno postato sulle loro bacheche, foto in bikini mentre erano al mare o in piscina. Non pensa che la stampa abbia una responsabilità nel veicolare messaggi sbagliati che incitano gli haters a inveire? Credo che tutti i mezzi di comunicazione, siano essi giornali o emittenti radiotelevisive, abbiano una responsabilità nel veicolare stereotipi assurdi e sbagliati. Rimango stupita ogni volta che quotidiani importanti decidano di dare ampi spazi pubblicando foto di Parlamentari in bikini, mentre sono al mare o in piscina, come se tale comportamento fosse un’anomalia. La stampa, dovrebbe preoccuparsi di trattare argomenti più importanti.
Come le sue colleghe Parlamentari che hanno avuto critiche per una foto in bikini, anche lei nella sua sfera privata si sentiva condizionata da certi pregiudizi? Sì, pur di evitare una gogna mediatica, così come accaduto a molte mie colleghe Parlamentari, ho rinunciato alla mia femminilità. A distanza di tempo, ritengo di aver commesso un grande errore. Una donna per affermarsi non deve mai nascondere le sue caratteristiche di avvenenza e sensualità. Ho imparato che si può essere rispettate e credibili anche senza rinunciare alla propria femminilità.
Come si può contrastare questa cultura che tende ad inveire contro le donne che amano esibire la propria bellezza? Quando ci rivolgono critiche su come ostentiamo la nostra bellezza, noi donne dobbiamo imparare a fregarcene e a camminare a testa alta non rinunciando a quello che vogliamo fare.
Due giornaliste, Laura Tecce con il suo libro “Femministe 2.0” e Annalisa Chirico con il suo libro “Siamo tutte puttane. Contro la dittatura del politicamente corretto” si sono schierate entrambe contro quel femminismo talebano che adopera il “principio della sobrietà” come parametro per discriminare e sminuire le competenze e l’intelligenza di quelle donne che si presentano di fronte alle telecamere o sui social, belle, piacenti e seduttive. Secondo Lei, l’ideologia femminista non è responsabile di una deriva che mira a discriminare le donne che amano esibire, in luoghi consoni, il proprio corpo? Non posso non apprezzare giornaliste come Laura Tecce e Annalisa Chirico che contrastano quel femminismo che è stato definito talebano in quanto mira ad imporre dei parametri univoci di sobrietà a cui le donne devono adeguarsi. Ricordo che in passato le femministe amavano ripetere uno slogan, che la sottoscritta non condivide, “il corpo e mio e lo gestisco io” e alcune addirittura dicevano “l’utero è mio e lo gestisco io”. Quelle stesse femministe di allora, oggi, sono le prime a criticare gli atteggiamenti di quelle donne che esibiscono in luoghi consoni il proprio corpo. A differenza degli uomini, noi donne non sappiamo fare gioco di squadra. A dimostrazione di ciò ricordo che la legislatura 2008 -2013 fu caratterizzata da attacchi violentissimi alle parlamentari del PdL Mara Carfagna, Stefania Prestigiacomo e Viviana Beccalossi. Le critiche molte volte scaturivano da pregiudizi, in quanto le mie colleghe avevano dimostrato di essere state all’altezza del ruolo che ricoprivano. La cosa più stupefacente è, che tali attacchi, provenivano da giornaliste donne e dalle parlamentari del Pd che provavano una grande invidia. Può piacere o no, ma i social sono diventati un mezzo con il quale una donna è libera di mettere in risalto la propria sensualità. Disapprovo solo quando una donna utilizza il proprio corpo per far carriera.
Alessandra Demichelis: “L'azione disciplinare contro di me è un monito per le nuove generazioni. Oggi, chi si presenta bella, sexy e seducente viene punita” https://www.notizienazionali.it/notizie/attualita/44414/alessandra-demichelis-l-azione-disciplinare-contro-di-me-e-un-monito-per-le-nuove-generazioni-oggi-chi-si-presenta-bella-sexy-e-seducente-viene-punita
Gli stereotipi del femminismo bacchettone che censurano Alessandra Demichelis e altre vip https://www.notizienazionali.it/notizie/attualita/43982/gli-stereotipi-del-femminismo-bacchettone-che-censurano-alessandra-de-michelis-e-altre-vip

