Per i contratti diventa valida la firma elettronica

Un cambiamento che tocca privati e pubbliche amministrazioni

pubblicato il 11/06/2013 in Attualità da redazione
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Nuovo passo verso l’era digitale vera e propria: ormai da qualche giorno per sottoscrivere i contratti non serve più carta e penna, diventa infatti valida la firma elettronica avanzata. Un decreto del presidente del Consiglio del 22 febbraio, entrato in vigore il 5 giugno, stabilisce le procedure che permettono di adoperare le diverse tecnologie per sottoscrivere atti e contratti. La firma può essere apposta tramite Otp (one time password) o con la penna digitale su tablet.

Questo cambiamento toccherà non solo i privati, e quindi i rapporti d’imprese e professionisti con i clienti, ma anche le relazioni tra cittadini e pubblica amministrazione. Secondo il nuovo Codice dell’Amministrazione digitale la firma elettronica avanzata è “un insieme di dati in forma elettronica allegati o connessi a un documento informatico che consentono l’identificazione del firmatario del documento e garantiscono la connessione univoca al firmatario”. La legge prevede che i mezzi usati diano a colui che sottoscrive l’atto la possibilità di conservare un controllo esclusivo e che ci sia modo di verificare se i dati a cui la firma si riferisce vengono modificati. In sostanza devono esserci una serie di caratteristiche che garantiscono la sicurezza.  Questo implica, ad esempio, che la firma apposta sul tablet del corriere non rientri nella tipologia sopra descritta perché non c’è l’identificazione del firmatario tramite documento di riconoscimento, non viene richiesto di aderire alle condizioni di servizio, né conservata copia dei documenti.

La firma elettronica può essere usata per tutti gli atti per la cui validità sia richiesta la forma scritta, eccetto quelli aventi ad oggetto beni immobili, per i quali è richiesta la firma digitale, che è uno strumento differenze anche se nel linguaggio comune vengono confusi. L'efficacia del documento così firmato è quella della scrittura privata, senza l'inversione dell'onere probatorio prevista per il documento informatico con firma digitale. La firma elettronica può quindi essere applicata nei contratti bancari, in quelli assicurativi, nella manifestazione del consenso per il trattamento di dati sensibili e nella sottoscrizione di clausole vessatorie eccetera.

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