Previsti 10 anni di carcere per i Marò

Emma Bonino: «sarebbe una situazione inaccettabile, abbiamo assi nella manica»

pubblicato il 09/02/2014 in Attualità da Angela Menna
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Angela Menna

«Se si venissero a confermare domani queste indiscrezioni, si formerà una situazione inaccettabile, perché i nostri marò non sono terroristi, né terrorista è lo Stato italiano. Questo per noi è inaccettabile». E' cosi che si pronuncia il ministro degli Esteri, Emma Bonino, alla viglia del parere della Corte Suprema, di fronte alla possibile applicazione della legge antiterrorismo in India. «Sul caso dei marò, abbiamo parecchi assi nella manica, che saranno valutati con calma, gradualità e determinazione», ha spiegato. «Nel caso di un processo ai marò in base alla legge antiterrorismo, - prosegue il ministro - tutte le opzioni saranno messe sul tappeto, facendo leva sulle alleanze e sulla solidarietà europea e internazionale, che abbiamo costruito in questi mesi e che non era affatto scontata. Infatti, l’India ha legami solidi con tantissimi paesi. Se il giudice della Corte suprema indiana deciderà domani per un altro rinvio, dovrà essere breve in ogni caso. Da questo punto di vista, tutta la macchina di reazione si metterà in moto». Intanto, la parola spetta alla Corte Suprema che non invocherà, come avrebbe avuto intenzione di fare, un articolo della Legge per la repressione della pirateria (Sua Act), che comporta la pena di morte. Nel proporre i capi di accusa per i due fucilieri, ripiegherà, invece, su una imputazione più mite che evoca genericamente 'violenze' sulle navi, e che prevede una pena fino a dieci anni di carcere. La scelta, concordano osservatori e stampa indiani, disinnesca una mina che era difficilmente sostenibile nei confronti dell'Italia e Ue, alla luce anche delle assicurazioni fornite dal ministro degli Esteri, Salman Khurshid sulla non applicabilità nei confronti di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Tuttavia, gran parte dell’impianto accusatorio resta affidato al Sua Act, concepito come legge di repressione del terrorismo. «Il Sua Act è per noi una linea rossa e lo respingiamo», ha affermato l’inviato del governo, Staffan de Mistura. «I marò non sono nè terroristi, nè pirati. Inapplicabile la Sua Act, anche senza l’ipotesi di pena di morte. Si tratterebbe di un processo ingiusto», ha ribadito in un tweet, il vice-presidente della Commissione europea, Antonio Tajani.

 

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