I titolari di partita Iva negli anni hanno sofferto più di altre categorie lavorative il peso delle tasse. Tra Irpef, Irap e contributi di vario genere circa il 65% del fatturato finisce nelle tasche dello Stato. Oggi, con l’emergenza sanitaria in atto, la situazione peggiora. Infatti il coronavirus oltre alla crisi sanitaria ne sta provocando una economica, da non sottovalutare.
Con la chiusura di molte attività e il blocco degli spostamenti i guadagni calano. Il governo ha adottato delle misure per far fronte a questi problemi, ma non sembrano sufficienti. È prevista un’indennità a cui si aggiunge la sospensione dei pagamenti riguardanti bollette e rate dei mutui che certamente sono un aiuto ma non bastano per risollevare i liberi professionisti. Con queste misure non tutti i costi possono essere coperti e soprattutto bisognerà aspettare del tempo per beneficiarne, quindi per ora si ritrovano con il conto azzerato, nella maggioranza dei casi. Inoltre queste misure potrebbero spostare nel futuro il carico finanziario attuale. Il governo, poi, non ha garantito che le misure siano per tutti. Qualcuno inevitabilmente resterà fuori visto che non sono previste garanzie per professionisti come architetti e ingegneri.
In questo periodo molte aziende sono state bloccate e le attività dei professionisti subiranno rinvii e cancellazioni delle prestazioni perciò molti di loro chiedono misure di sostegno come sospensione o differimento di versamenti fiscali e contributivi e la rateizzazione a lunga durata degli stessi.

