Addio Porcellum, la Consulta vara un sistema elettorale sul modello spagnolo

Depositate le motivazioni della sentenza di incostituzionalità del 4 dicembre scorso

pubblicato il 13/01/2014 in Attualità da redazione
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Quattro ore di camera di consiglio, tanto è servito ai 15 giudici della Corte Costituzionale per approvare il testo della legge elettorale uscita dopo la bocciatura del porcellum. Il plenum ha firmato le motivazioni della sentenza del 4 dicembre 2013 sulla legge elettorale. In pratica vengono ammesse le preferenze e i listini fissi: è l'identikit del sistema spagnolo di cui si parla in queste settimane come nuova legge elettorale anche in Italia.

Dopo il Porcellum, Consulta: via libera al sistema spagnolo
La proposta di Renzi - Il sistema "spagnolo" è stata una delle proposte lanciate dal segretario del Pd, Matteo Renzi, e che aveva trovato d'accordo anche Silvio Berlusconi. La riforma prevede una divisione del territorio in 118 piccole circoscrizioni con attribuzione alla lista vincente di un premio di maggioranza del 15% (92 seggi). Ciascuna circoscrizione elegge un minimo di quattro e un massimo di cinque deputati. Il tutto con una soglia di sbarramento ai partiti del 5%.

Le Camere non cessano di operare - "Le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare". Così la Corte Costituzionale nelle motivazioni mette anche la parola fine alla provocazione lanciata da Grillo che definiva il Parlamento "illegittimo". "Il principio fondamentale della continuità dello Stato", "non è un'astrazione e dunque si realizza in concreto attraverso la continuità in particolare dei suoi organi costituzionali: di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento" e tale principio prevale, dice ancora la Consulta.

Liste bloccate corte e premio di maggioranza proporzionato - Le liste bloccate lunghe previste dal Porcellum "rendono la disciplina in esame non comparabile nè con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per parte dei seggi, nè con altri" che prevedono un "numero dei candidati talmente esiguo da garantire l'effettiva conoscibilità degli stessi". Questo uno dei giudizi espressi dalla Corte Costituzionale nel bocciare il Porcellum anche per quel che riguarda il premio di maggioranza perché la norma "non è proporzionata" rispetto all'obiettivo perseguito, quale è quello della stabilità del governo del Paese e dell'efficienza dei processi decisionali".

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