Tredici ore sotto le macerie, estratto vivo l'ingegnere di Matera

L'ambulanza lo ha trasportato all'ospedale Madonna delle Grazie ma non si conoscono le sue condizioni

pubblicato il 12/01/2014 in Attualità da redazione
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Dopo oltre 13 ore sotto le macerie del crollo di una palazzina a Matera, in vico Piave, è stato estratto vivo l'ingegnere Vito Nicola Oreste, 57 anni, che al momento del cedimento si trovava nell'edificio adiacente.


L'ambulanza lo ha trasportato all'ospedale Madonna delle Grazie ma non si conoscono le sue condizioni. Il momento in cui la barella con il ferito è stata portata fuori dalle macerie è stato accolto dalle urla di gioia dei familiari e anche da applausi. Le ricerche non sono ancora concluse perché manca all'appello una donna di 30 anni, Antonella Favale, insegnante di sostegno.
La madre della donna ha avuto un lieve malore ed è svenuta, si è poi subito riavuta ed è stata soccorsa dai volontari della Croce rossa. In un momento difficile è scoppiata in lacrime e ha detto: "Voglio morire con lei".
Sono sette le persone messe in salvo, tra queste una donna di 36 anni, originaria di Bisceglie, che è stata estratta dalle macerie e trasportata dal 118 al pronto soccorso dell'ospedale Madonna delle Grazie. Ha riportato fratture multiple da schiacciamento ma le sue condizioni non sembrano preoccupanti. E' sempre stata cosciente e ha collaborato al momento delle ricerche rispondendo alle chiamate dei vigili del fuoco.
Un anziano, rimasto ferito nel crollo, è stato dimesso dall'ospedale di Matera con una prognosi di una settimana. Una donna materana di 50 anni, affetta da una grave malattia invalidante, è stata salvata da un cittadino romeno. L'uomo l'ha presa di peso in braccio e l'ha portata fuori dall'abitazione prima che le macerie si abbattessero su di lei.
Si va definendo l'ipotesi che la causa del crollo della palazzina sia stato un cedimento strutturale per problemi di staticità. I condomini della palazzina crollata già nei giorni scorsi avevano segnalato la presenza di crepe e di lesioni e per questa ragione si erano tenuti dei sopralluoghi da parte dei vigili del fuoco e dei vigili urbani. L'ultima ispezione, stando a quanto riferito dai residenti di vico Piave, sarebbe avvenuta proprio nella giornata di venerdì.
Tutti questi elementi fanno parte ora dell'indagine che è stata avviata per chiarire con accuratezza quali siano state le cause che hanno provocato il crollo. Al piano terra della palazzina erano in corso dei lavori di ristrutturazione, presumibilmente per la realizzazione di una pizzeria, e su tutta la documentazione tecnica e amministrativa in queste ore l'ufficio tecnico del Comune di Matera sta effettuando delle verifiche.
In merito ai lavori di ristrutturazione, il Comune di Matera precisa, in una nota ufficiale, di non aver autorizzato ''alcun lavoro nell'immobile crollato". "L'inchiesta della Procura di Matera a cui il Comune offrirà ogni utile collaborazione ci darà modo di risalire alle cause di questa tragedia", ha affermato il sindaco Salvatore Adduce. Il primo cittadino ha emesso anche ordinanze di sgombero delle palazzine interessate dal crollo, fino al numero 26 di vico Piave.
I nuclei familiari sgomberati dalle loro case a seguito del crollo sono otto. Alcuni di essi troveranno sistemazione di fortuna presso parenti o amici. Nel frattempo il comitato operativo comunale di Protezione civile sta individuando delle soluzioni presso alberghi e bed and breakfast della città per garantire accoglienza a tutti coloro che non dormiranno nelle loro case fino a quando non sarà accertato lo stato di pericolosità.

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