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Bevi Napoli e poi muori, De Magistris querela L'Espresso

Al sindaco della città partenopea non piace l'inchiesta sui rifiuti: «Una copertina vergognosa»

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Napoli. «Bevi Napoli e poi muori», la copertina de L'Epresso non è andata giù all'amministrazione comunale. Soprattutto per quel che riguarda la rete idrica napoletana.

L'Abc, aveva già fatto notare una nota dell'amministrrazione, controlla l'acqua potabile con cautele che eccedono cinque volte quelle previste dalla legge. Letto il servizio il sindaco ha deciso di passare alle vie giudiziare. La copertina con il rubinetto al veleno rischia di finire accanto a quella celebre di Spiegel che, negli anni' 80, credeva di descrivere l'Italia con una P38 appoggiata su un piatto di spaghetti.

«Una copertina vergognosa che merita una risposta immediata». Così il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha commentato la copertina del settimanale. «È - ha detto il sindaco de Magistris - un attacco premeditato contro Napoli, il titolo è diffamatorio. Quella copertina - ha aggiunto - è peggio di un proiettile».

Nella delibera che sarà firmata nelle prossime ore con cui si da mandato all'Avvocatura comunale di agire per vie legali, l'amministrazione chiederà un miliardo di euro di risarcimento.


Secondo il sindaco di Napoli, quella realizzata da L'Espresso «non è un'inchiesta, non è una pagina di buona informazione. Io - ha proseguito - mi farei ammazzare per l'indipendenza della magistratura e dell'informazione, ma di fronte a copertine simili ci sarà una reazione dura. L'informazione deve essere di pungolo agli amministratori, ma quella pagina è diffamatoria».


Il sindaco si è detto «molto arrabbiato» in quanto napoletano. «L'acqua di Napoli - ha spiegato de Magistris - è la più controllata d'Italia. Questo è un attacco verso una città che nel 2014 sarà in avanzo, in cui crescono più che altrove i flussi turistici, in cui si è dato seguito alla volontà espressa dal referendum che ha sancito l'acqua pubblica».


Un attacco alla città portato - ha sottolineato il sindaco - «da quei poteri forti che vogliono mettere le mani sulla città in un momento decisivo». Dal sindaco, infine, l'invito rivolto al direttore de L'Espresso a venire a Napoli. «Napoli - ha concluso de Magistris - ha i suoi problemi che non sono peggio di quelli del luogo in cui il direttore di questo settimanale vive, lavora e guadagna un sacco di soldi».

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