“Garantire la continuità assistenziale all'indomani di un evento sismico non è solo una sfida ingegneristica, ma un dovere morale verso i cittadini e i pazienti, nonché una prescrizione normativa. Durante il mio intervento all'Advanced Executive Program ho voluto porre l'accento su un aspetto troppo spesso sottovalutato: la protezione sismica degli elementi non strutturali, come impianti, controsoffitti e pareti divisorie. Se un ospedale resiste strutturalmente a un terremoto ma perde la sua funzionalità interna a causa del collasso delle sue componenti interne, quell'ospedale ha comunque smesso di curare. È fondamentale che l'Italia si doti di norme che impongano la certificazione sismica degli elementi non strutturali, definendo anche gli specifici protocolli per effettuare i test. Inoltre è necessario definire qual è l’ente controllore e le modalità secondo cui i controlli stessi vanno eseguiti. Basterebbe anche l’obbligo di denuncia al Genio Civile anche del progetto degli ENS come da sentenza della Corte Costituzionale n.264/2019. Il direttore dei lavori, inoltre, deve assicurarsi che gli elementi non strutturali abbiano la certificazione che soddisfa il progetto.Solo così possiamo progettare e riqualificare ospedali che non siano solo sicuri, ma realmente resilienti e pronti a rimanere operativi nei contesti più critici.” Lo dichiara Massimo Mangini, Presidente del Gruppo Mangini partecipando all’Advanced Executive Program “Norme, Riqualificazione e Umanizzazione delle Strutture Sanitarie. Strumenti per ospedali più sicuri, moderni e centrati sulla persona”, al Centro Studi Americani di Roma.

