25 aprile, festa nazionale ma non di unità

Dai Marò alle polemiche politiche un giorno sempre discusso

pubblicato il 24/04/2016 in Attualità da Daniele Del Casino
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Daniele Del Casino

 

Il 25 aprile non è una data facile per il paese, nonostante il suo carattere di festa nazionale. Le città italiane si preparano a celebrare la festa, in special modo quelle decorate al Valor Militare per la guerra di Liberazione, ma ci si prepara anche al solito strascico di polemiche, che in alcuni casi sfoceranno in polemiche di piazza, quando in atti violenti, a causa delle profonde divisioni ideologiche che ancora la popolazione si porta dietro, nonostante i settantuno anni ormai passati.

Quest'anno si registra anche la nuova vis polemica innescata dalla massima carica pubblica, il Presidente Sergio Mattarella, che nel suo messaggio per la Festa della Liberazione ha dedicato un passaggio ai Marò La Torre e Girone, ancora sotto processo in India per il controverso caso internazionale che li vede accusati di omicidio: Voglio esprimere la vicinanza mia e  di tutto il paese a Salvatore Girone e Massimiliano La Torre – ha affermato il Capo dello Stato nel suo saluto – confermando l'impegno per una soluzione favorevole che si trascina da troppo tempo.

Parole intense, che però hanno rinfocolato le solite polemiche che accompagnano il caso, al contrario di avvicinare il popolo, come era nell'intenzione del Presidente.

L'ennesima dimostrazione di come una ferita, ancora aperta, non è stata affrontata nel paese, che continua a dividersi in differenze ideologiche spesso retaggio di un passato che un paese moderno e civile dovrebbe lasciarsi alle spalle, per poter usufruire del posto che merita anche nello scacchiere internazionale, che invece vede l'Italia relegata ad un ruolo secondario, senza voce e senza approccio, trascinandosi problemi endemici come disoccupazione, mancato rilancio economico e immigrazione incontrollata.

Il 25 aprile sancisce il ricordo per il termine dell'occupazione militare tedesca alla fine della Seconda Guerra Mondiale: un ricordo pagato con il sangue di tutti gli italiani, che si trovarono su fronti avversi, come spesso è avvenuto nella Storia per tante popolazioni in una guerra d'occupazione.

Al di là delle differenze politiche e ideologiche un ricordo che deve essere di tutti.

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