L’Italia si risente per il monitoraggio della National Security Agency nel 2011 delle conversazioni di Silvio Berlusconi, Renzi chiede di fare chiarezza e annuncia: “verranno chieste informazioni in tutte le sedi, anche con passi formali."
Il segretario generale della Farnesina Michele Valensise ha convocato l'ambasciatore Usa, John Phillips, e gli ha ribadito la necessità di avere chiarimenti in merito a tutta la vicenda delle intercettazioni telefoniche, il quale secondo, quanto poi dichiarato da Renzi “ha assicurato che porterà immediatamente la questione all'attenzione delle sue autorità ",
Gli Usa rispondono tramite il portavoce del dipartimento di Stato Mark Toner: "Come già detto in precedenza, non conduciamo alcuna attività di sorveglianza di intelligence a meno che non vi sia una specifica e valida ragione di sicurezza nazionale. E ciò si applica a cittadini ordinari come a leader mondiali",.
Obama per bocca del suo portavoce ha ribadito che non saranno monitorate le comunicazioni di capi di Stato e di governo degli amici e alleati Usa e come è risaputo Italia e Usa possono vantare una lunga amicizia dal dopoguerra ad oggi.

