Arturo Barbante introdurrà " Il caso editoriale "Dentro lo Sguardo-il Codice-" di Giuseppe Petix!

La videopresentazione itinerante toccherà Vittoria, prima di approdare a Roma!

pubblicato il 13/11/2014 in Arte e Cultura da concita occhipinti
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A Vittoria, in provincia di Ragusa, giorno 27 novembre alle 17.30 presso l'Ex Convento Frati Cappuccini si terrà la Videopresentazione del saggista Giuseppe Petix.

Introdurrà il professore Arturo Barbante, artista e critico nazionale.

Moderatrice dell'evento culturale la giornalista Valentina Frasca.

L'ingresso sarà gratuito e godrà del patrocinio del Comune di Vittoria e dell'Assessorato all'Istruzione.

Chi è Giuseppe Petix? Nasce a Serradifalco (CL) il 29/09/1975, dove tuttora risiede. Non ultima gli studi intrapresi in “Astronomia” presso l’Università di Bologna a causa della prematura scomparsa del padre nel 1997 (Salvatore Petix, all’epoca vicesindaco di Serradifalco), evento che sconvolge tutta la famiglia. Ha lavorato principalmente come agente di commercio in diversi settori, girando per lavoro gran parte dell’Italia.

Si occupa anche di arte in maniera poliedrica, dedicandosi alla musica, alla pittura, alla ceramica ed alla poesia. Giuseppe Petix, grazie anche alla sapiente guida della madre, Gina Tortorici, pittrice d’eccellenza nonchè insegnante di Storia dell’Arte, si appassiona alla pittura Leonardesca già da piccolo, quando per addormentarsi preferiva la lettura delle favole di Leonardo. In Giuseppe, nel tempo, questo interesse si trasforma in ricerca, incuriosito anche dalle tante ipotesi trattate da altri nel mondo che esaminano il genio leonardesco supponendo l’eventuale utilizzo di un codice atto a celare messaggi a prima osservazione non individuabili. L’attenta analisi di alcune opere lo porta a estrapolare i giusti parametri per l’individuazione di altre immagini, che guidano alla comprensione della personalità e del credo di Leonardo da Vinci.

Poi la scoperta a conferma di quanto sostenuto nella sua tesi: una correlazione esistente tra due opere del Maestro, che dimostra inconfutabilmente la volontà di questi di celare segreti, e di spingere l’osservatore a interrogarsi in merito. Le due opere sono parecchio distanti l’una dall’altra, ma risultano curiosamente legate attraverso la pittura scientifica di Leonardo. Il metodo che egli utilizza, infatti, è basato su basi ottiche, che oggi è semplice decifrare, grazie all’utilizzo di un programma grafico, ma che all’epoca di Leonardo risultava essere un vero e proprio enigma da risolvere. Il saggio: "Dentro lo sguardo – il codice", contiene dunque questa importante scoperta, a cui dovranno interessarsi anche gli ambiti accademici, confermando quello che è attentamente dimostrato dall’autore. Una svolta decisiva dunque nelle indagini sulla pittura Leonardesca, che aprirà la strada ad una ricerca alternativa sul genio toscano. Giuseppe Petix Autore La raccolta di poesie: "I Sensi dell'Amore" è una silloge che l'autore propone ai suoi lettori.

L'Amore è decisamente il tema dominante, trattato nelle sue varie sfaccettature: l'amore verso l'altro, l'amore romantico, vissuto, ricordato o sognato, l'amore verso la natura. E non da ultimo l'amore verso la Sicilia, la sua terra, così bella e così sofferente. E la Sicilia è una grande protagonista di quest'opera, nel suo spirito, che l'autore vive, respira, interiorizza e restituisce, nel suo concetto di bellezza, nel suo essere crogiuolo di culture, nel suo essere incastonata tra cielo e mare. Di seguito riportiamo uno stralcio del testo che ci farà a lungo riflettere e in ogni caso ci permetterà di approfondire attraverso il libro la spiegazione che lo stesso autore presenta tra pagine che profumano d'inchiostro. " Per lungo tempo il gesto dell’ "indice alzato", con cui Leonardo raffigura diversi suoi soggetti, è stato interpretato come la volontà di indicare il cielo, la luce, perfino Dio.

Ma secondo la mia analisi rappresenterebbe la chiave per decifrare un codice segreto che il maestro ha sapientemente legato a una tecnica ottica ben precisa. Alzando il nostro dito tra noi e un'opera si crea, infatti, un punto di riferimento secondario, determinato dalla posizione del dito, che potrà così essere utilizzato come una "manovella" di regolazione ottica. Tenendo a fuoco il dito e avvicinandolo o allontanandolo dal proprio sguardo si avrà modo di "incrociare" più o meno gli occhi, verso il punto osservato. L'immagine osservata apparirà così con caratteristiche di profondità ed è questa osservazione che ci permette normalmente di stabilire la reale distanza dall'oggetto focalizzato..."

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