Chi è Bob Dylan, l'uomo che sta snobbando il Nobel?

Scopriamo che Bob Dylan molti anni fa ritirò controvoglia e ubriaco un prestigioso premio

pubblicato il 25/10/2016 in Arte e Cultura da Deborah Galasso
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Deborah Galasso

Bob Dylan, nato con il nome di Robert Allen Zimmerman è uno dei cantauori più importanti del 1900.  Si è distinto anche come scrittore, poeta, attore, pittore, scultore e conduttore radiofonico, si è imposto come una delle più importanti figure  della cultura di massa e della letteratura a livello mondiale.

Zimmerman passò gran parte della sua giovinezza ascoltando la radio, prima dalle potenti stazioni di Shreveport, che trasmettevano musica blues, country e più tardi rock and roll, durante le scuole superiori formò alcune band che lo avvicinarono maggiormente alla musica. Il suo iniziale interesse per il rock and roll lasciò il posto a quello per la musica folk, tradizionalmente suonata con strumenti acustici. Dylan in un'intervista disse in proposito. Dylan abbandonò il college alla fine del primo anno. Rimase a Minneapolis lavorando nel circuito folk e fece dei viaggi a Denver, Madison e Chicago.

Dopo aver suonato in vari club e essersi esposto radiofonicamente parlando attirò l'interesse del pubblico dopo una recensione positiva di Robert Shelton del New York Times di un'esibizione al Gerde's Folk City nel settembre del 1961. John Hammond, il talent scout della Columbia Records e produttore dell'album della Hester, notò il talento di Dylan e il mese successivo lo scritturò, permettendogli così di registrare il suo primo album, Bob Dylan, che include canzoni della tradizione folk, blues e gospel, oltre a due inediti dello stesso Dylan. Con il suo secondo album, The Freewheelin' Bob Dylan, pubblicato nel maggio 1963, cominciò a farsi un nome sia come cantante sia come autore. Molte delle canzoni dell'album vennero considerate canzoni di protesta, nel 1963 sia Bob Dylan sia Joan Baez erano personaggi di rilievo nel movimento per i diritti civili. Cantavano insieme ai raduni, e anche alla Marcia su Washington in cui Martin Luther King pronunciò il suo famoso discorso I have a dream.

Verso la fine del 1963, Dylan si sentì sia manipolato sia imprigionato dal movimento folk e di protesta. Alla cerimonia di consegna del Tom Paine Award dal National Emergency Civil Liberties Committee, un ubriaco e sconnesso Dylan, «Reso nervoso dal fatto di trovarsi in un ambiente ufficiale che non gli era congeniale, aveva ripetutamente sottolineato che ci aveva messo molto tempo per diventare giovane, ma ora ci era riuscito e invitava dunque le teste calve dei presenti ad andarsene in pensione in Florida». Il pubblico, già perplesso, cominciò a fischiare quando Dylan aggiunse che credeva di capire cosa era passato per la mente di Lee Harvey Oswald, il quale, poco meno di un mese prima, il 22 novembre 1963, aveva sparato al presidente Kennedy.

Dylan intendeva dire, come spiegò successivamente, che tanto Oswald quanto lui erano soggetti alla stessa pressione esercitata dalla società, ma non riuscì a farsi capire e la brutta figura coincise con la fine del suo periodo di collaborazione con le organizzazioni politiche di base». Già la sua personalità forte e irriverente si faceva sentire proprio come la recente polemica che si è consumata in seguito alla proclamazione della vincita del premio Nobel. Dal 1964 in poi Dylan ha sperimentato tantissimi generi musicali: dalla musica elettrica, alla musica non pop ma storico-tradizionale come egli la definiva ritornando poi al suo stile on the road. Insomma mille cambiamenti per un personaggio controverso è particolare, originale nella sua diversità.

Salito agli onori della cronaca  negli ultimi tempi per il Nobel alla letteratura assegnatoli dalla prestigiosa Accademia di Svezia. Premio che non ha commentato in nessun modo  e che ha dato vita ad un silenzio che fa presagire la sua assenza alla consegna dei Nobel il 10 dicembre prossimo. 

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