Megalò 2 bocciato dal Comitato VIA. ll Sottosegretario d'Abruzzo Mazzocca: "Vittoria del territorio"

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 24/03/2017 in Ambiente ed Agricoltura da Doriana Roio
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Doriana Roio

Il Comitato VIA della Regione Abruzzo, presieduto dal Direttore Generale Avv. Cristina Gerardis, ha sancito l'improcedibilità del progetto "Megalò 2" consistente in una istanza di ampliamento dell'imponente centro commerciale teatino.

Il Comitato ha rigettato l'istanza di proroga del proprio parere risalente al 2012 e che, trascorsi 5 anni, scadrà il prossimo 10 aprile, termine entro cui l'intervento, ad oggi non ancora iniziato, doveva essere compiutamente realizzato.

Conseguentemente il VIA ha dichiarato improcedibile la proposta di modifica al progetto relativamente alle opere edili, trattandosi di un procedimento che presuppone la vigenza del precedente giudizio del 2012, la cui operatività andrà a cessare definitivamente fra sole invece fra due settimane.
L'unico intervento validato è quello relativo alle sole opere di protezione idraulica (argini), con la prescrizione di sottoporre le stesse, ad avvenuta realizzazione, ad un periodo di monitoraggio per un congruo lasso di tempo al fine di valutarne l'effettiva funzionalità.

"E' stata la giornata in cui si è affermato il valore dell'attento studio delle problematiche unito ad una saggia applicazione della norma - ha commentato il sottosegretario regionale con delega all’ambiente e presidente del gruppo Sel/Mdp, Mario Mazzocca - È stata la vittoria del connubio fra la ragione tecnica, il responsabile esercizio del ruolo istituzionale ed il valore aggiunto dei portatori di interesse generale. Ma è stata anche e soprattutto la vittoria delle legittime istanze di un territorio e del buon senso che quel territorio promana. È' stata, poi, la sconfitta politica degli urlatori di professione, di quelli "duri e puri" (solo a parole), della politica sfascista del "tanto peggio tanto meglio". La sconfitta di coloro i quali si dilettano nella maldestra pratica del giudizio su fatti prima gli stessi accadano, di quella politica storicamente portata alla "condanna senza sentenza", di quei soggetti tanto assidui nella pratica del processo alle intenzioni quanto puntuali nel rivendicare in maniera esclusiva i propri inesistenti meriti". 

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