Il Giro è al... giro di boa! Siamo arrivati esattamente alla metà dell'opera e della fatica.
Incominciamo a tirare le somme, parziali, dell'impresa che, riteniamo sia un successo insperato.
La giornata inizia bene. Alle 6,30 del mattino il presidente del Vespa Club e Lillo ci accompagnano per un breve tratto di strada. Grazie per l'aiuto e l'ora!
Il viaggio fino a Messina è lungo, noioso, alle volte anche soporifero. Fa freddo, fa caldo, non sai come vestirti. I crampi alle gambe si fanno sentire. A Catania non riusciamo a vedere l'Etna nascosto da nubi. Arriviamo a Messina alle 12 e riusciamo a prendere il traghetto che ci interessava. Alla biglietteria troviamo un pacco del presidente del Vespa Club Messina che ringraziamo per la gentilezza e cortesia. Ne avevamo proprio bisogno. I nostri mezzi continuano a destare curiosità .
Una signora marchigiana ci chiede di passare dal suo paese. Sbarchiamo a Villa San Giovanni e ci dirigiamo verso la nostra meta. MONASTERACE. A Melito Porto Salvo ci fermiamo per un riposino e uno spuntino sulla spiaggia. Molte le persone che chiedono informazioni sullo scopo del viaggio. A Melito vi è l'unica casa di accoglienza per soggetti autistici gravi del centrosud. Dopo un caffè si riparte andando incontro ad un cielo nerissimo. La tuta da pioggia è doverosa.
A Locri la vespa di Giuseppe si ferma sotto un temporale torrenziale. Non riparte. La si deve portare al coperto. Io scendo dal marciapiede e una buca, nascosta dall'acqua, mi fa cadere. Batto il gomito e la pancia della vespa si ammacca. L'ho fatta rifare a febbraio!
Io e il Carlino ripartiamo per Monasterace. Giuseppe e Domenico si fermano per vedere di fare qualcosa al motore. Il fraffico della sera è impressionante anche qui. Arriviamo con molto ritardo. Vi sono ancora molte persone che ci ascoltano durante il mini-convegno organizzato da Francesco, il presidente del Vespa Club che ci era venuto incontro a Roccella Jonica.
Sempre Francesco ci invita a casa sua per una cena tipica. La sua famiglia è simpaticissima. Ha due figli svegli ed educati, una moglie che non si ferma mai. È ora di andare a dormire, siamo in piedi dalle 5, con 454 km sulle spalle e imprevisti che non ci volevano. La piccola Francesca ci saluta con O' sole mio suonato con il violino. Ha solo 9 anni. Una bella ninna nanna. E domani il raduno. Sarà una splendida giornata. Se lo meritano.

