Le Olimpiadi portano l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale su un paese e su una città . Ormai da tre anni il Brasile è sotto i riflettori, ma il paese raccontato durante i Mondiali è ben diverso da quello che oggi ospita la manifestazione sportiva per eccellenza. La cerimomia di apertura, il momento in cui gli occhi del pianeta si concentrano sulla kermesse, offre uno spaccato policromatico sulla ricchezza culturale e antropologica di questo gigante da 200 milioni di persone. Apprezzamenti sugli effetti speciali, la scelta finale del tedoforo sorprende tutti ma non gli esperti di marketing che sanno quanto sia importante l'effetto emotivo. L'altra faccia della medaglia sono le contestazioni popolari fuori dai teatri delle gare, di chi come nel 2014 contesta lo sperpero di risorse pubbliche. Perchè nonostante la crescita il Brasile resta la terra della disuguaglianze sociali, spesso spaventose, che a Rio sono ancora più evidenti. Servizi pubblici carenti, sanità e istruzione in declino. A Copacabana come nelle favelas di Rocinha, i media che comunicano dovrebbero ricordarsi sempre che la medaglia ha due facce.

