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Comunicare l'uguaglianza

I valori universali da seguire

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“La tecnica e il consumismo non sono necessariamente portatori di valori culturali o spirituali. Gli europei, soprattutto quelli occidentali, stanno attraversando una crisi della loro religiosità, o spiritualità che dir si voglia, cosa che non accade agli abitanti di altri continenti. L’uomo è un essere spirituale e non accetta ciò che, secondo il suo modo di sentire, minaccia i valori profondi nei quali si identifica. I musulmani e gli indù sono inconsciamente portati a considerare la globalizzazione come qualcosa capace di intaccare la loro identità. Per cui si irrigidiscono, sottolineando con più forza l’attaccamento all’aspetto spirituale della loro cultura.” Questa frase di Ryszard Kapuscinski, giornalista polacco che ha lavorato in diversi continenti,  ci serve a riflettere su quando oggi parlare di valori universali sia estremamente raro. Se prendiamo solo i primi due  articoli della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo scopriamo infatti che in primo luogo "tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza  ... ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione". Un buon punto di partenza per discutere, lasciando per un attimo da parte religioni, terrorismi e teorie complottiste.

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