E' "Lone ranger" il film più visto degli ultimi giorni. Seguito da "World War Z" e "L'uomo d'acciaio". Adesso attenzione perchè dal prossimo giovedì arriva "Now you see me i maghi del crimine" con Morgan Freeman, Mark Ruffalo e Melanie Laurent tra gli altri. Sinossi: una squadra dell'FBI è costretta al gioco del gatto e del topo contro un super-team formato dai più grandi illusionisti del mondo, i quali mettono a segno una serie di rapine in banca nel corso delle proprie performance. La prima rapina avviene durante un loro spettacolo a Las Vegas, i quattro, come ultimo trucco, teletrasportano un uomo dal palco ad una banca di Parigi e i 140 milioni contenuti nella cassaforte, pochi secondi dopo, cadono dal soffitto dell'edificio a Las Vegas sul pubblico. Un film sicuramente simpatico da vedere anche in vacanza.
Rivediamoli sotto le stelle: "La grande bellezza"
“La grande bellezza” è un film a tratti geniale, a tratti presuntuoso. Paolo Sorrentino, sorretto da un Tony Servillo in stato di grazia, ha dipinto un quadro che, seppur surreale, si avvicina molto alla realtà della società italiana esagerando tuttavia un po' nella dilatazione del tempo. Il film è infatti troppo lungo e nel finale si perde. Se la prima parte è geniale ( troppo bella la scena della performace artistica con le “capate” nel muro e la falce e il martello nelle parti intime dell'artista), la seconda scade quasi nella noia. Preso dalla smania di voler rappresentare tutti ma proprio tutti gli stereotipi della follia e del cattivo gusto, Sorrentino dipinge storie che si sovrappongono e si alternano con isteria dando la sensazione del “Bignami” del trush scritto, interpretato e vissuto tutto d'un fiato. Se i personaggi di Carlo Verdone e Sabrina Ferilli ( entrambi molto bravi in questi caratteri romani) sono intensi e gradevoli, le storie del cardinale e la santa e del vicino di casa super latitante sono inutili all'impianto del film. Verrebbe da dire che la santa rappresenta la redenzione di una società frivola e vuota, il richiamo che riporta tutti con i piedi per terra, ma non è così. La parte finale è ridondante. Sorrentino, che rimane comunque un ottimo sceneggiatore e un buon regista, pur essendo di gran lunga uno dei nostri migliori cineasti, si è messo forse neppure volutamente, a confronto con Fellini. “La grande bellezza” rimane sicuramente un film che si distingue, un bel film, ma con tanti, troppi difetti. Abbiamo detto di Servillo, bravissimo ma sempre calato negli stessi ruoli di osservatore un po' ironico e distaccato della realtà. Ci piacerebbe vederlo in altri contesti, un po' più dentro, per esempio un ruolo comico, per giudicarlo perchè ci sembra immenso ma sempre un po' troppo attore. Merita ad ogni modo un riconoscimento. Per il resto, chi più che meno, tutti bravi. Il film di Sorrentino regala la certezza che il cinema italiano può ancora sperare. Per concludere due note sulla colonna sonora e la fotografia, entrambe molto belle.e da vedere specie se ci si trova in località vacanziere con cinema

