Marquez incontenibile in Malesia

Secondo Rossi, ottimo Crutchlow, male Lorenzo

pubblicato il 12/10/2013 in Sport da Elena Caracciolo
Condividi su:
Elena Caracciolo

Sabato 12 Ottobre, durante le qualifiche della motogp, una Malesia incerta a livello meteorologico, ma assolutamente certa di chi è il campione che firma la pole position.
E si tratta di Marc Marquez, un’altra volta, ancora una volta.
Un incontenibile e stratosferico Marquez, deciso ad ingoiarsi il mondiale in un sol boccone, che accelera e scatta. E chissà se il colpo d’acceleratore non gliel’ha dato proprio quel punto sottrattogli giorni fa per via dell’incidente con Pedrosa, il quale, a proposito, oggi ha chiuso quinto.
Secondo posto per un Valentino Rossi decisamente migliorato e scattante, per non dire pulito. E forse proprio la pulizia gli ha garantito questo secondo posto, poiche, a pochi metri dal traguardo e dalle bandiere a scacchi, Valentino Rossi ha fatto una manovra di sorpasso su Dovizioso (all’interno, con uscita stretta), che non gli ha assolutamente fatto perdere tempo, come si poteva immaginare, ma lo ha, anzi, agevolato nel raggiungimento pieno del secondo posto.
I paradossi della motogp! E, paradossalmente, non è stato ancora nominato Lorenzo, re delle qualifiche, indiscusso campione.
Nemmeno il terzo posto per lui, poiché sullo scalino più basso del podio qualifiche c’è, invece, Crutchlow, con la sua Yamaha felice e il suo pubblico malesiano con non poche bandiere americane col suo nome in giallo.
Lorenzo si aggiudica (ma per lui è tutto, meno che un premio) il quarto posto in griglia: Lorenzo era uscito con la sua Yamaha tra i primi, a percorrere il giro, se non fosse che due eventi lo hanno indirizzato ai box per ritrovare la concentrazione: il fatto che la sua moto ha subito una sbandata nella curva umida della pista e il fatto che c’era moltissimo traffico e, si sa, per le moto senza raggio di sterzo uguale a quello delle moto comuni, basta una manovra più lunga per la presenza di altre moto, che poi si rimane impantanati nella mischia e non si fanno giri esaltanti.
Eppure, uscito a meno 6 minuti dalla fine, aveva fatto registrare l’ottimo tempo di 2:00:578, ma, a quanto pare, non è bastato.
Un occhio per le Ducati che chiudono in ottava (Dovizioso) e decima (Hayden) posizione e occhio anche alla Ducati di Andrea Iannone, il quale, con accesso in q2 con primo tempo, si prende la nona posizione davanti ad Espargaro (altro pilota che si è meritato l’accesso in q2 col secondo tempo).
Male per Bradl, caduto per via dell’anteriore traballante, che lo ha fatto sbandare e lo ha letteralmente trascinato da una parte all’altra del circuito.
Belle qualifiche; solo “belle”, perché l’aggettivo al grado superlativo occorre tenerselo per la gara, che sarà, quanto meno, contesa, morsa e aggredita dai campioni di turno.

PARTECIPA AL GIORNALE

Sei già registrato?

Accedi con login e password