Anticipi di A, Inter passa a Udine

Rinascita Palermo, Bologna garibaldino a Marassi

pubblicato il 13/12/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Franco Vazquez, centrocampista italo-argentino del Palermo

Sabato 12 dicembre, ricco antipasto della XVI giornata del massimo campionato nazionale di calcio.

Ben quattro anticipi, diventati poi tre perché uno di quelli in programma, alla fine, non è stato disputato per cause di forza maggiore, e di natura extracalcistica. La nebbia, infatti, ha fermato la scalata del Sassuolo verso i quartieri alti della classifica: rimandata, infatti,  la partita interna col Torino, che potrebbe essere recuperata oggi o direttamente nel 2016. Attualmente neroverdi e granata sono separati in graduatoria da quattro punti di differenza

Se questo non è l’anno delle romane, probabilmente non è neanche quello delle genovesi: a guardare in faccia una Samp in caduta libera (e con un subentrato Montella già rischio) c'è infatti un'altra metà calcistica della città della Lanterna, e cioè il Genoa, che non gode certo di una salute assai migliore, a giudicare da un campionato fino ad ora con più ombre che luci. L’ultima tappa di un percorso abulico è la sconfitta in casa ad opera del Bologna donadoniano: e con donadoniano, com’è ormai chiaro, vogliamo intendere “arrembante, coriaceo, irriducibile”.

Così donadoniani, i felsinei, da riuscire a cogliere la vittoria quando ormai la gara non lasciava più margini di speranza per una svolta: e invece, al 92’, Rossettini (uno degli alfieri della rinascita rossoblù nell’era-Donadoni, insieme a Giaccherini e Destro) riusciva a staccare imperiosamente di testa su angolo di Mounier, e a castigare un Grifone rimasto in dieci dall’80’ per l’espulsione di Perotti. Subito dopo il gol dello svantaggio, anche Diawara si faceva buttare fuori: era la… prova del “nove” che per i rossoblù è un’annata da raddrizzare prestissimo (e nove espulsioni in sedici partite non sono certo un tesoretto da vantare).

Sabato di gloria anche – e finalmente – per il Palermo di Ballardini, che al "Barbera" affonda una diretta concorrente per la salvezza, il Frosinone. Per i rosanero crisi scacciata – o quantomeno allontanata – grazie ad una quaterna-sandwich: aperta e chiusa da gol italiani, quello di Goldaniga al 5’ e di Gilardino (il 182° personale in A) all’86’, e “imbottita” dalle perle di due assi stranieri, l’argentino Vazquez autore del raddoppio al 17’  (però straniero solo a metà in fondo, dal momento che è naturalizzato italiano e gioca anche in Nazionale),  e il macedone Trajkovski, che triplica al 60’.  I ciociari, trovato il gol del 2-1 al 24’ con Sammarco, hanno retto fino al 54’ della ripresa, quando Ciofani ha sfiorato di pochissimo il pareggio; poi, incassato il tris panormita, su di loro è piombata la notte.

Cala un poker anche l’Inter a Udine, e mette in cassaforte il primato di classifica. I quattro punti di allungo sulla Fiorentina sono merito di Icardi, in rete al 23’ e all’84’, di Jovetic al 31’ e di Brozovic all’86’. La legge della manciniana parla chiaro: se non è vittoria striminzita allora è tetra-gol, preferibilmente lontano dalle mura amiche.   

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