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Anticipi di A, Inter passa a Udine

Rinascita Palermo, Bologna garibaldino a Marassi

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Sabato 12 dicembre, ricco antipasto della XVI giornata del massimo campionato nazionale di calcio.

Ben quattro anticipi, diventati poi tre perché uno di quelli in programma, alla fine, non è stato disputato per cause di forza maggiore, e di natura extracalcistica. La nebbia, infatti, ha fermato la scalata del Sassuolo verso i quartieri alti della classifica: rimandata, infatti,  la partita interna col Torino, che potrebbe essere recuperata oggi o direttamente nel 2016. Attualmente neroverdi e granata sono separati in graduatoria da quattro punti di differenza

Se questo non è l’anno delle romane, probabilmente non è neanche quello delle genovesi: a guardare in faccia una Samp in caduta libera (e con un subentrato Montella già rischio) c'è infatti un'altra metà calcistica della città della Lanterna, e cioè il Genoa, che non gode certo di una salute assai migliore, a giudicare da un campionato fino ad ora con più ombre che luci. L’ultima tappa di un percorso abulico è la sconfitta in casa ad opera del Bologna donadoniano: e con donadoniano, com’è ormai chiaro, vogliamo intendere “arrembante, coriaceo, irriducibile”.

Così donadoniani, i felsinei, da riuscire a cogliere la vittoria quando ormai la gara non lasciava più margini di speranza per una svolta: e invece, al 92’, Rossettini (uno degli alfieri della rinascita rossoblù nell’era-Donadoni, insieme a Giaccherini e Destro) riusciva a staccare imperiosamente di testa su angolo di Mounier, e a castigare un Grifone rimasto in dieci dall’80’ per l’espulsione di Perotti. Subito dopo il gol dello svantaggio, anche Diawara si faceva buttare fuori: era la… prova del “nove” che per i rossoblù è un’annata da raddrizzare prestissimo (e nove espulsioni in sedici partite non sono certo un tesoretto da vantare).

Sabato di gloria anche – e finalmente – per il Palermo di Ballardini, che al "Barbera" affonda una diretta concorrente per la salvezza, il Frosinone. Per i rosanero crisi scacciata – o quantomeno allontanata – grazie ad una quaterna-sandwich: aperta e chiusa da gol italiani, quello di Goldaniga al 5’ e di Gilardino (il 182° personale in A) all’86’, e “imbottita” dalle perle di due assi stranieri, l’argentino Vazquez autore del raddoppio al 17’  (però straniero solo a metà in fondo, dal momento che è naturalizzato italiano e gioca anche in Nazionale),  e il macedone Trajkovski, che triplica al 60’.  I ciociari, trovato il gol del 2-1 al 24’ con Sammarco, hanno retto fino al 54’ della ripresa, quando Ciofani ha sfiorato di pochissimo il pareggio; poi, incassato il tris panormita, su di loro è piombata la notte.

Cala un poker anche l’Inter a Udine, e mette in cassaforte il primato di classifica. I quattro punti di allungo sulla Fiorentina sono merito di Icardi, in rete al 23’ e all’84’, di Jovetic al 31’ e di Brozovic all’86’. La legge della manciniana parla chiaro: se non è vittoria striminzita allora è tetra-gol, preferibilmente lontano dalle mura amiche.   

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