Serie A, l’Inter si riprende la vetta

Chievo e Torino implacabili in trasferta, come il Napoli

pubblicato il 23/11/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Davide Ballardini, neo-tecnico del Palermo

Domenica 22 novembre, XIII giornata di serie A. Troppo facile per l’Inter riacciuffare la vetta della serie A a “San Siro” contro il Frosinone?

Di certo il compito non era proibitivissimo, visto e considerato che i ciociari, nei dodici turni precedenti, fuori dalle mura amiche avevano collezionato la bellezza di un solo punto. Poteva, magari, preoccupare i nerazzurri il fatto che quell’unico punto fuori casa i loro avversari lo avevano guadagnato beffando un’altra grande, la Juventus. Ma alla squadra di Mancini si può imputare, magari, di vincere al risparmio, non certo di farsi beffare. E ieri sera, oltretutto, è stata anche capace di uscire dalla logica angusta del gol-vittoria unico: per festeggiare la recuperata leadership ha pensato bene di onorare gli uomini di Stellone riservando  loro il trattamento-Fiorentina. Un poker di reti del valore di 30 punti, infilate in questa sequenza temporale: 29’, 52’, 87’ e 94’. Le firme sono, in ordine cronologico, quelle del franco-guadalupense Biabiany, dell'argentino terribile (e inaffondabile) Icardi, del colombiano Murillo e del croato Brozović.

Facciamo un passo indietro (alle partite di sabato) e torniamo per un attimo alla Roma: non è stata l’unica grande rimasta bloccata in questo 13° turno di campionato. Chiedere alla Fiorentina, che solo grazie ad un doppio Kalinic ad effetto ritardato (56’ e 61’) è riuscita ad evitare l’impensabile disfatta interna ad opera dell’Empoli, arrembante a corrente alternata. Finché è durato, comunque,  per i toscani di Giampaolo quello di ieri è stato veramente un pomeriggio di gloria: e in effetti difficilmente, fino ad ora, si era vista al “Franchi” una squadra di media classifica capace di mettere così tanta paura ai padroni di casa. I gol del croato Livaja al 18’ e dell’austro-liechtensteinese Büchel al 28’ alla fine si sono rivelati promesse mancate di vittoria, ma basta guardare la cronistoria di questa primissima parte del torneo per rendersi conto che nessun avversario dei viola, eccettuata la Roma che si era portata via i tre punti, aveva ancora segnato due reti a Firenze.    

Due esordi in panchina: negativo quello di Vincenzo Montella sulla panchina della Sampdoria, che perde ad Udine (gol al 35’ del ghanese Badu), promettente quello di Davide Ballardini alla guida del Palermo, che ferma la Lazio in casa biancoceleste sfiorando addirittura il colpaccio. Erano stati, infatti, proprio i panormiti a passare in vantaggio al 21’ con Goldaniga, poi però la Lazio, al 70’, grazie ad un rigore, riusciva a pareggiare con Candreva. Per le aquile altri due.. “Pioli” in discesa nella scala dei punti in classifica: e, in verità, se non fosse arrivato il pari, si sarebbero spalancate le porte dello psicodramma.

Il Genoa raggiunge a quota 16 punti i cugini blucerchiati, vincendo davvero all’ultimo respiro in casa contro il Sassuolo: una partita che sembrava stancamente indirizzata verso lo 0-0 (anche se piuttosto nervosa, con un espulso per parte nel primo tempo, Berardi nelle file estensi e Perotti tra i grifoni), ha subito un’impennata dal 51’ in poi. Il venezuelano Rincón pareva l’avesse decisa, ma, complice il dilatarsi dei tempi di recupero, al 94’ Acerbi faceva il miracolo per il Sassuolo, vanificato appena un minuto dopo da Pavoletti. Vittoria del rilancio per la truppa di Gasperini?

Infine, tre imprese corsare. Quella del Napoli, innanzitutto, che nel match di mezzogiorno va a vincere a Verona contro l’Hellas e si prende il secondo posto, in condominio con la Fiorentina. Decidono Insigne al 68’ e il solito Higuain al 73’. Nel pomeriggio, lo emulano il Chievo, che si affianca in classifica alle due genovesi battendo il Carpi al “Braglia” di Modena, e il Torino, che fa sua la durissima trasferta sul campo dell'Atalanta e raggiunge quest'ultima a 18 punti. Ad assicurare la vittoria dei pandorini le firme di Inglese (ex carpigiano) all’8’ e di Meggiorini al 14’; poi, un gentile regalo ai menottiani, l’autorete di Gamberini al 61’. A Bergamo, invece, il match winner granata è Bovo al 52’.

Per quanto ci riguarda, da “nazionalisti”, queste ultime due partite, insieme a quella tra Lazio e Palermo, sarebbero le gare da mettere in copertina, e per una semplice ragione: i tabellini alla voce “marcatori” registrano solo e soltanto nomi di campioni italiani. E sappiamo bene quanto, in questo momento, il nostro calcio abbia bisogno di ripartire da piedi e muscoli il più possibile a chilometro zero.

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