Vive la France, avevamo detto qualche giorno fa, quando il Tour aveva finalmente messo piede sul suo suolo di competenza.
E oggi possiamo finalmente dire anche Vive les Français, dopo che un corridore transalpino è riuscito finalmente a diventare eroe in patria. Ė stato infatti Alexis Vuillermoz, della AG2R, ad aggiudicarsi la Rennes-Mur de Bretagne, 181,5 km, ottava fatica di questa Grand Boucle. Alle sue spalle, Martin: ma non si tratta, naturalmente, del Tony Martin padrone del Tour fino a quarantotto ore fa, bensì di Daniel Martin, irlandese della Garmin, scalatore per vocazione.
In classifica generale, invece, in vetta c’è sempre Chris Froome, inglese della Sky, che alla vigilia della cronotappa di domani mantiene 11’’ sullo slovacco Peter “sagace” Sagan (Tinkoff).
A dir la verità c’era parecchia France anche nel solito gruppo di fuggitivi che hanno animato tre quarti della corsa: stavolta si è trattato di un quartetto costituito da Sylvain Chavanel (Iam), Bartosz Huzarski (Bora-Argon 18), Romain Sicard (Europcar) e Pierre-Luc Périchon (Bretagne): dunque, tre francesi e un polacco.
Ma l’avventura in testa di Perichon, Chavanel e Sicard si ferma al traguardo volante della stazione di Montcontour, dove transita per primo Perichon. Poi si verifica un vero e proprio ricambio dei battistrada, e a fare da trait d’union tra il primo e il secondo gruppo resta il solo Huzarski, affiancato da Golas (Etixx-Quick Step) e Bak ( Lotto
Soudal). Il tridente d’avanguardia procede unito, avendo alle spalle il gruppo della maglia gialla, fino a dieci chilometri dall’arrivo; quindi Golas e Bak salutano Huzarski, per allungare da soli di un altro paio di chilometri il loro sogno di gloria. Alle loro calcagna, però, ci sono ormai le cavallerie di Sky e Bmc, pronte ad affondare le loro bandiere in avanscoperta.
Ed è proprio la squadra di Froome a portarsi in testa: tra essa e il team di Van Garderen e Dennis si inserisce la Tinkoff di Contador, mentre dei grandi squadroni solo l’Astana è attardata; Nibali scivola inesorabilmente , e rovinosamente, dalla quindicesima alla trentesima posizione nel gruppo degli inseguitori ora diventato trainante.
Alla fine, almeno si sarà risparmiato di diventare spettatore dello sprint-traguardo che non ti aspetti: quello che ha visto protagonisti Yates della Orica-GreenEDGE, Getschke della Giant e Vuillermoz dell’Ag2R: la spunta quest'ultimo, come detto, per la gioia di una nazione, e si lascia anche parecchio indietro i suoi competitori. Tant’è che finiscono per essere completamente tagliati fuori dal podio: il secondo posto è infatti di Martin, altro dato che ripetiamo, mentre il terzo è di Valverde della Movistar, che fulmina Sagan.

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