Dobbiamo ammetterlo, sbagliavamo le nostre previsioni: non sarà la cronometro di domani a rimescolare le carte dell’ItalGiro. Ci ha pensato la caduta di Alberto Contador, a tre chilometri dalla conclusione della Montecchio Maggiore-Jesolo, tredicesima tappa.
Aveva la vetta della classifica generale in pugno, lo spagnolo della Tinkoff-Saxo, e la maglia rosa saldamente incollata sul petto. E che cosa ti va a combinare in una “tappetta” di transizione, roba da velocisti? Rimane coinvolto in una nuova “frana” generata da Richie Porte, ormai praticamente l’ombra del campione sbandierato alla vigilia del giro.
Lui, l’australiano che ha causato l’effetto-domino, è ormai tagliato fuori da qualsiasi sogno di grandezza. El Pistolero, invece, con grande mestiere, salva ciò che può, ma alla fine si trova distanziato di ben 19” da Fabio Aru. E pensare che soltanto ieri sera era Aru ad accusare 17” di ritardo da Contador. Così, sciacallescamente quanto meritatamente, il sardo è il nuovo padrone del Giro. Dopo otto giornate, si interrompe l’egemonia in rosa dell’erede di Miguel Indurain.
Poi, la “favola” Modolo. Con un nome così russofono, Sacha, eppure italiano al 100%, di Conegliano. Desiderava la vittoria di tappa dalla prima giornata del giro, il buon Modolo: e non c’erano dubbi che, prima o poi, sarebbe stato degno interprete dell’implicito messaggio di gloria che campeggia sulle maglie della sua squadra, Lampre come lamprós, che in greco significa “illustre, famoso”. Ora c’è fama anche per Modolo nella storia di questo giro: storia di beffe, molte volte, beffe cocenti come quella di Contador, e beffe ricorrenti. Una categoria di cui sa certamente qualcosa Giacomo Nizzolo, della Trek:colpito dalla maledizione del secondo posto, dopo aver collezionato piazze d’onore a raffica nell’edizione della rosea dello scorso anno, si è visto sbarrare la strada del traguardo più importante anche nel primo pomeriggio di questo giro 2015 in cui, realmente, ha sentito profumo di vittoria.
Come sempre, la storia di una tappa non è che il culmine della sua cronaca: e la cronaca, come nella migliore delle tradizioni, era iniziata con una fuga, stavolta a tre. Protagonisti Jerome Pineau della Iam, Marco Frapporti della Androni e il figlio d’arte Rick Zabel, della Bmc. Al triumvirato, almeno ai due terzi di esso, sono andati gli allori in itinere: Frapporti, infatti, ha messo le mani sul primo traguardo volante, Zabel sul secondo.
Domani, come già ricordato, altro appuntamento decisivo: la crono Treviso-Valdobbiadene, di cinquantanove chilometri. Tappa breve, ma intensissima. E che ci sia pioggia o meno, la pista sarà comunque infuocata.

