Champions League, la Juve in finale

Al “Bernabeu” bloccato il Real Madrid

pubblicato il 14/05/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Gigi Buffon - Te la ricordi Berlino?

A qualche tifoso romanista fischieranno le orecchie.

Luis Enrique, il bravo tecnico spagnolo non capito sulla sponda giallorossa nel 2011-12, è in finale di Champions League col suo Barcellona. Dopo aver liquidato il Bayern Monaco del suo grande mentore e predecessore, Guardiola. E a sfidarlo per la conquista della coppa con le grandi orecchie sarà la Juventus. Che ormai da dodici anni non arrivava in fondo alla massima competizione europea (correva la stagione 2002-03, finale tutta italiana col Milan). Al di là dei complimenti di facciata al tecnico juventino, quanto avrà rosicato Arrigo Sacchi? L’Allegra Armata non perde il sorriso neppure al "Bernabeu", ma deve ringraziare il suo “bello di notte” del III millennio, l’erede latino di Boniek: Álvaro Morata, che non si è fatto mancare il gol dell’ex neppure nella gara di ritorno. Benissimo anche Pogba, torre rocciosa, bene Evra. Un po’ sotto i loro standard consueti Tevez e Pirlo. Chiellini ha pasticciato nel primo tempo, ma si è rifatto con mestiere nel secondo.   

La Signora parte con brio. Il Real Madrid è attendista, poi, passato il quarto d’ora, viene fuori con rabbia. E ritorce contro i bianconeri quel ritmo che essi stessi stavano provando ad imporre. Al 17’ un pallonetto fiacco di Izco è il prologo dell’assalto madridista alla diligenza. Un minuto dopo, su traversone di Benzema, la palla danza pericolosamente davanti allo specchio della porta difesa da Buffon: ma non ci sono maglie bianche al posto giusto. Al 19’ Bale tira una bomba dai trentacinque metri,  che chiama Buffon alla prodezza d’istinto.  Campioni d’Italia a dir poco schiacciati, e anche un po’ masochisti. 21’: Chiellini abbatte Rodriguez a pochi passi dal dischetto del rigore dell’area sacra ospite: da quel dischetto Cristiano Ronaldo segnerà il vantaggio due minuti dopo.

Real appagato? Neanche per idea: al 29’ un doppio traversone mortale di Ronaldo e poi di Benzema  si estingue in corner. Al 33’ Pirlo proverebbe ad incidere su punizione, ma l’esecuzione gli riesce malissimo, cosa assai rara per lui: è la dimostrazione più plastica del momento difficile per la Juve. Sicché il primo tempo si spegne sotto il segno delle merengues: al 38’ Benzema appena fuori area fa partire un siluro fuori misura, e poi al 40’ Ronaldo cerca di pescare la doppietta con un tiro a volo davanti a Buffon.

 La seconda frazione di gioco inizia subito meglio per la squadra di Allegri: al 50’ Marchisio con un destro incandescente per poco non fa secco Casillas. Gli risponde Marcelo due minuti dopo, stessa potenza ma piede opposto. Arriviamo così al 57’, quando, sugli sviluppi di una punizione battuta sulla trequarti destra da Vidal che fa il Pirlo, un cross di testa di Pogba mette Morata in condizione di trafiggere Casillas centralmente. E’ 1-1, e ricomincia l’assedio dell’ancelottiana.  

Al 62’ una girata di Bale, potente ma imprecisa, finisce sul fondo. Un minuto prima Evra aveva dovuto usare la testa per spazzare l’area. Al 66’ c’è un cambio per il Real Madrid: esce Benzema, ed entra Chicharrito Hernandez. Fatti due conti, quest’’ultimo non si è dimostrato all’altezza del sostituito. 69’: parata-miracolo di Casillas su Marchisio. Due minuti dopo Bale mette ancora paura alla difesa bianconera con un’incornata, che però è alta sopra la traversa. Al 78’ anche la Juve opera la sua prima sostituzione: esce Pirlo ed entra Barzagli. All’83’ altro tentativo di Bale  per le merengues, ma è sempre troppo precipitoso.

Attaccare a testa bassa, per gli uomini di Ancelotti non è certo la situazione ideale: gli assedianti sono essi stessi assediati psicologicamente dall’obbligo di dover segnare. Intanto nella Juventus esce anche Morata, l’eroe della partita, ed entra Llorente, altro spagnolo. All’87Pogba potrebbe chiudere la partita, ma Casillas ci mette i pugni. Tuttavia basta pazientare qualche minuto, l’archiviazione della pratica è nell’aria. Si va a Berlino, a giocarsela con gli azulgrana: Buffon e Pirlo, che lì si sono già laureati campioni del mondo (in azzurro), non farebbero difficoltà a conseguire in quella stessa cornice anche il titolo di campioni d’Europa (in bianconero). Il resto della Juve li aiuti a coronare questo sogno meraviglioso. 

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