Serie A, Juventus campione d’Italia

Vidal match winner a Marassi

pubblicato il 02/05/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Arturo Vidal (Juventus)

Scudetto d’anticipo.

Perché colto matematicamente in uno dei  due anticipi di sabato (il primo) della XXXIV. Ma anche perché virtualmente, ed è cosa nota, era arrivato con ancora più anticipo: era evidente a tutti almeno da metà marzo che il titolo tricolore era cosa fatta per gli uomini di Allegri. Il trentunesimo, per la Figc, il trentatreesimo per la bacheca bianconera.

Partiamo dalla Samp: un punto nelle ultime due partite (ma in due turni casalinghi consecutivi) e così la squadra di Ferrero-Mihajlovic non riesce a schiodarsi da un “precario” quinto posto, dove continua ad essere in balia dei possibili assalti dei cugini genoani e resta ancora a una vittoria di distanza dal Napoli. Dopo il deludente pareggio contro gli scaligeri dell’Hellas, i blucerchiati hanno dovuto consegnare le armi alle truppe sabaude.

Che dire, invece, della Juventus? Scudetto d’anticipo, e lo ripetiamo, ma anche vittoria d’anticipo: qui a "Marassi", infatti, la Signora ha preferito mettere i tre punti in cassaforte relativamente presto: Vidal ha messo dentro il pallone poco dopo la mezz’ora di gioco e poi lui e la sua banda hanno controllato. Piuttosto agevolmente, (sporadiche) incursioni di Eto’o e Muriel permettendo.

Proprio dalla testa di Et’o era partito il primo brivido della gara, al 16’. Al 25’ rispondeva, debolmente, Llorente con una conclusione da punizione. Vidal fa le prove generali del gol al 26’ su assist di Tevez, e poi, al 32’, la rete arriva davvero, con un colpo di testa del cileno. Al 44’ Obiang della Sampdoria è il primo ammonito della partita. Al 59’ per poco la Juve non raddoppia con un tiro di Tevez. Al 61’ viene ammonito Sturaro per la Juventus, e due minuti   Eto’o prova ancora a mettere paura alla difesa rossonera: ma il suo tiro, su assist di Bergessio, non ha esito. Al 64’ Bergessio tenta per ben due volte di riuscire dove aveva fallito poco prima il collega, poi, al 67’, altro tentativo-gol di Tevez: ma, come è successo poche altre volte, non è la sua giornata. Poco male: due quarti dello scudetto (e con questo fanno quattro consecutivi per i colori bianconeri, dal 2011-12) sono indubitabilmente opera dell’Apache

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