Coppa Italia, Juve in finale

Al "Franchi" ribaltato il risultato dell’andata

pubblicato il 08/04/2015 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Alessandro Matri (Juventus)

Juventus pigliatutto? In casa bianconera la tentazione del Grande Slam si fa sempre più forte.

I fatti parlano: ormai virtualmente agguantato lo scudetto (+14 sulla Roma è oggettivamente un margine di tutta sicurezza, salvo devastanti sorprese), l’Allegra Armada è già arrivata quasi in fondo alla Champions League, tagliando fuori dal lotto delle semifinaliste un avversario tosto come il Borussia Dortmund. E ora è anche ad un passo dal conquistare la Coppa Italia, un torneo che tanto ha dato, nel corso della storia, alla sterminata bacheca delle zebre torinesi, quasi come il campionato. Sulla strada dI Buffon & c. potrebbe esserci il Napoli, re di coppe nell’era Benitez, o la Lazio, che di recente, in serie A, ha usurpato il terzo posto proprio ai partenopei.

A Firenze, contro i viola di Montella, vittoria modello-Dortmund? Qualcosa di più, in realtà. Qualcosa di meglio. Perché in Champions la Juve, col suo exploit tedesco, non ha fatto altro che consolidare un successo in gran parte delineato già nella gara d’andata, allo “Juventus Stadium”. Adesso, invece, lontano da Torino la trupp sabauda ha proprio dovuto andarsela a cercare, la vittoria. Perché, in casa, per una volta aveva commesso un pasticciaccio che poteva compromettere molto, almeno sul fronte del trofeo tricolore. Ma questa Juve, esplosiva e ad un tempo razionale com’è, lacera e poi rammenda, con la stessa potenza. 

Di identico, in fondo, tra la gara di Dortmund e quella in terra medicea c’è solo il risultato: uno 0-3 tondo sia qui che lì. Eroi della serata di Dortmund furono, come i tifosi bianconeri ricorderanno, Tevez con una doppietta e Morata “bello di notte”. All’ombra della cupola del Brunelleschi, invece, a salire sugli scudi sono stati Matri, Pereyra e Bonucci. L’ex attaccante genoano ha sbloccato la gara al 21’ con un tocco sotto porta leggero ma assassino; si incaricava poi Pereyra, due minuti prima dell’intervallo, di raddoppiare in modo fortunoso: Neto, il portiere viola, neutralizzava un tiro di Morata ma senza bloccarlo, e l’argentino era lesto ad approfittare della ribattuta e a completare l’opera del suo compagno. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo arrivava invece, al 58’ , il tris firmato dal difensore viterbese.

Non pervenuta la Fiorentina, fatto salvo un gol di Gonzalo annullato per fuorigioco. Che fine ha fatto la squadra spavalda e dominatrice che aveva impressionato sotto la Mole? La Juventus, invece, costretta a fare a meno di Tevez fermato da una noia muscolare, ha dimostrato di avere molte altre validissime frecce al suo arco. E le toccherà dimostrarlo anche nell’ultimo atto di questo torneo: in finale, infatti, nelle file bianconere mancheranno all’appello Marchisio, squalificato per somma di ammonizioni, e Morata, espulso proprio nel finale di gara, all’87’.

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