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Serie A, il ritorno dell’Udinese (e del Parma)

Saltano Inzaghi e Zola?

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Sabato 7 e domenica 8 marzo 2015. È stata celebrata la XXVI giornata di serie A.

Dopo la vittoria corsara contro l’Atalanta, la Sampdoria si ripete in casa col Cagliari sempre più pericolante. Decidono De Silvestri al 33’ ed Eto’o al 72’. In Saregna potrebbe tornare a sventolare la bandiera di Zemanlandia. Dopo lo sbiadito pareggio del “Bentegodi” contro il Chievo, il Milan stecca anche con l’altra veronese, l’Hellas, e perde proprio al fotofinish la possibilità di ottenere la seconda vittoria consecutiva a “San Siro”. La partita si era subito messa male per i rossoneri: al 18’ infatti, gli ospiti erano andati in vantaggio grazie al sempreverde Toni, infallibile su rigore. Ci pensava Menez, al 41’, a riequilibrare la gara, anch’egli dagli undici metri. In apertura di ripresa il gol del sorpasso milanista, regalato dal difensore scaligero Tachtsidis, maldestro nel respingere un forte tiro di Mexes: correva il minuto 47. Avanti di un gol, Inzaghi (ancora una volta sulla graticola) riteneva più opportuno salvaguardare il risultato anziché consolidarlo: tragico errore.

Con un Milan privo di punte e arroccato all’indietro, il Verona si è giustamente spinto a cercare il tutto e per tutto: e, in extremis, al 95’, ha ottenuto il meritato premio con Nico Lopez. Il 2-2, però, sarebbe potuto arrivare già venti minuti prima, più precisamente al ‘73’, quando era stata la traversa ad opporsi ad una cannonata di Tachtsidis, voglioso di rifarsi dello sfortunato autogol. Finisce 0-0 al “Manuzzi” la sfida tra Cesena e Palermo: il punto soddisfa i rosanero, che agganciano il Milan, non così i romagnoli in fase di ripresa., a cui non può certo bastare l’aver affiancato il Cagliari al terz’ultimo posto. Con identico punteggio finisce la gara di Parma.

Al “Tardini” si torna a giocare grazie al piano Marshall pro-ducali approvato dalla Lega: con cinque milioni in più in cassa, la squadra del presidente Manenti può riprendere il suo campionato, ma nella gara contro l’Atalanta alla fine l’unica emozione è stata l’espulsione di Edy Reja, l’esperto tecnico goriziano che, in settimana, aveva sostituito Colantuono alla guida dei bergamaschi. Ed è 0-0 pure a Verona tra Chievo e Roma: anche i giallorossi restano invischiati nell’insidiosa farcitura del pandoro, della quale già il Milan era stato vittima. E qualcuno, all’ombra della Mole, ringrazia…

Non è facile per nessuno vincere al “Castellani” di Empoli, ma il Genoa aveva cullato il sogno per quasi quaranta minuti: la squadra di Gasperini, infatti, passa in vantaggio al 26’ con Niang, ma poi, incapace di chiudere la pratica, capitola al 65’ anche per parziale colpa del suo portiere, Perin, che respinge corto su un tiro di Valdifiori dalla bandierina e serve il pari su un piatto d’argento a Barba. Comunque, niente da dire, complimenti a Sarri: la sua “banda italiana” lascia ancora il segno.

Al “Friuli” vittoria scacciacrisi dell’Udinese contro l’avversario forse più ostico in questa fase del torneo, il Torino. Granata in vantaggio con Quagliarella al 15’, ma ci vogliono due minuti a Di Natale per trovare il pareggio. E dopo il gol di Totò “il Vecio” torna in scena come per miracolo l’Udinese di inizio stagione: al 25’ Konè fa 2-1 (per alcuni tabellini però è autorete di Molinaro), e al 46’ Wague triplica. Benassi riapre la partita al 69’ e il Toro si butta, da par suo, all’assalto del fortino bianconero: ma il forcing insistito fino all’ultimo non produce il guizzo decisivo (anche se fa paura, eccome, una girata al volo di Molinaro all’87’). Il risultato non cambia più. 

Al “San Paolo”, nel posticipo serale della domenica, il primo tempo è attendista, il secondo è pirotecnico. Dopo venti minuti Napoli in doppio vantaggio grazie ad Hamsik ed Higuain, in gol rispettivamente al 50’ e al 62’, poi grande cuore Inter: dimezza Palacio, al 71’, e pareggia Icardi, su rigore all’86’. Appare ormai chiaro che per l’Inter la stagione continuerà a trascinarsi così, tra imprese garibaldine e piccolo cabotaggio, in attesa della prossima stagione che dovrà essere quella della rinascita (Mancini ha già parlato di “lotta per lo scudetto”); ma che dire del Napoli, superpotenza-Godot ormai da quasi cinque anni, costruita puntualmente per fare sfracelli in campionato e poi puntualmente incapace di egemonizzarlo davvero? Comunque, complice il periodo abulico della Roma, per gli uomini di Benitez il secondo posto è un obiettivo ancora a portata di mano. 

Questa sera il turno avrà la sua conclusione con gli scontri Lazio-Fiorentina e Juventus-Sassuolo.

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