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Serie A, Juve unica vincente in casa

Napoli e Samp: terza poltrona per due

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Sabato 17 e domenica 18 gennaio 2015. È stata celebrata la XIX giornata di serie A, ultima del girone di andata. Un turno caratterizzato da pareggi deludenti o ammortizzanti e importanti colpi delle squadre in trasferta. Solo la Juve non si adegua al trend di giornata e si riscopre schiacciasassi in casa: allo “Juventus Stadium” contro il Verona, già sparring partner sotto la Mole quattro giorni prima in Coppa Italia (ben sei reti sul groppone), i bianconeri avevano in pratica chiuso la partita già dopo sette minuti, con i gol di Pogba al 3’ e, appunto, di Tevez al 7’; le altre due reti, quelle di Pereyra al 66’ e la seconda di Tevez al 74’, sono servite più che altro a riscuotere gli interessi maturati dopo i due avari turni casalinghi contro Sampdoria e Inter. L’Empoli frena l’Inter al “Castellani”, mentre la Roma è costretta ad inseguire il Palermo al “Barbera”: al gol-lampo di Dybala (2’) i capitolini riescono a rimediare non prima del 54’, con Destro. Il Napoli consolida il terzo posto, battendo d'autorità la Lazio nella sua tana (gol di Higuain al 18’). Altrettanto autorevole e autoritaria la vittoria della Sampdoria (non è un caso che partenopei e blucerchiati viaggino a braccetto alle spalle della Roma), sul campo di un Parma riprecipitato nelle tenebre: in terra ducale chiudono la pratica per gli uomini di Mihajlovic Bergessio al e Soriano al. Notte fonda anche per il Cesena. A “zio Fenster” Di Carlo non è bastato, purtroppo, un doppio Brienza implacabile dagli undici metri, al 43’ e all’85’: proprio quando, infatti,  la rimonta sul Torino, già avanti di due gol con Benassi (20’) e Quagliarella (22’), sembrava completata, il neo-acquisto granata Maxi Lopez pensa bene di bagnare con gol il suo debutto in maglia torinista e trasforma il “Manuzzi” in una valle di lacrime. 87’: la gara si chiude lì. Decisivo in chiave-pareggio è stato invece il rigore di Avelaar per il Cagliari al “Friuli”: correva il minuto 91, e l’Udinese era avanti per due gol a uno. Gli uomini di Stramaccioni erano riusciti non solo a rimontare, grazie ad Allan al minuto 55, il gol isolano iniziale, firmato da Joao Pedro, ma avevano anche ribaltato il punteggio in loro favore, grazie a Thereau puntuale al 56’ all’appuntamento col gol. Chi non si è fatta scippare la vittoria corsara è stata invece la Fiorentina al “Bentegodi”. Avanti al 35’ con Rodriguez, i viola si sono visti raggiungere al 71’: il gol del veterano Pellissier praticamente risvegliava i clivensi, che si facevano sotto con un generoso forcing. Per loro fortuna, però, gli uomini di Montella non hanno perso né lucidità né spietatezza. E la vittoria, per così dire, è giunta all’ultimo tuffo: al 93’ l’ultima palla ficcante messa dagli ospiti in area gialloblù trovava la testa di Babacar. Bizzarri battuto, e medicei a quota 30 in classifica, ad una incollatura dalla Lazio.
Al “Ferraris” ha rischiato più volte di vincere il Sassuolo delle meraviglie, il Genoa difficilmente ci sarebbe riuscito, ma è stato comunque bravo a bloccare gli assatanati ospiti, e per ben tre volte. Questa la successione delle reti: Berardi al 18’ su rigore porta in vantaggio gli estensi; pareggia Falque al 24’ per i grifoni, ma poi Missiroli al 49’ fa 1-2 per gli ospiti. Tocca a Fetfatzidis al 52’ riaggiustare ancora la gara per il Genoa, ma non basta: al 70’ Berardi prova per l’ultima volta a consentire ai neroverdi di espugnare “Marassi”, e ci sarebbe riuscito, forse se il “riparatore ellenico” al 91’ non avesse fatto gli straordinari su rigore. Sul 3-3 i bollenti spiriti degli uomini di Di Francesco erano finalmente estinti.  
Ma la maglia nera della giornata spetta al Milan, ancora una volta sconfitto inopinatamente in casa: stavolta a violare il Meazza è l’Atalanta. Spumeggiante ma non certo devastante, alla formazione di Colantuono basta un gol di Denis al 33’ per portarsi a casa tre punti di superlusso.   

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