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Serie A, si eclissano le genovesi

Lazio aggancia il terzo posto. Roma ad un punto dalla Juve.

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Sabato 13 e domenica 14 dicembre 2014.  È stata celebrata la XV giornata di serie A. Doveva essere la domenica della consacrazione di Genoa e Sampdoria, le due espressioni calcistiche dell’indomita repubblica di San Giorgio, è stata invece la rinascita dell’Atene d’Italia (anche calcisticamente) e dei titolari della Scala del calcio. La Fiorentina, infatti, coglie un pokerissimo a Cesena e dimostra che i problemi dei romagnoli, nonostante il cambio in panchina (esonerato Bisoli, è arrivato Di Carlo), sono tutt’altro che risolti. Borja Valero (44’), Savic (48’), Rodriguez (79’) ed El Hamdaoui (93’) portano la viola a 23 punti, ad un tiro di schioppo da Napoli e Milan. L’autorete di Savic  al 60’ basterà a Di Carlo come elemento utile da cui ripartire? Si diceva della Scala del calcio, ovvero “San Siro”, che rivede un Milan finalmente di nuovo implacabile: il successo sugli uomini di Benitez vale proprio l’aggancio dei partenopei ai piedi delle terze. Rispetto all’Armada beniteziana il Milan ha un signor Bonaventura in più: ispira il primo gol all’8’, realizzato da Menez, e segna il secondo al 53’, chiudendo anche la partita. Doveva spaccare il mondo, la Samp, riesce invece soltanto nell’impresa (comunque statisticamente lodevole) di bloccare la Juventus nella sua tana, lo “Juventus Stadium”, per la prima volta nel corso del 2014. Gabbiadini al 51’ risponde al gol iniziale bianconero di Evra, che era arrivato al 12’, e poi più nulla. Va peggio al Genoa, freddato in casa dalla Roma, che grazie, al gol-killer di Nainggolan al 40’, riduce di un solo punto il divario dalla Juve. Tutto sommato, grifoni e blucerchiati sono riusciti a rivoluzionare ugualmente l’alta classifica, ma non certo a proprio favore. Vittoria-toccasana a Udine per il Verona di Mandorlini, che scaccia così i fantasmi di un possibile esonero: Di Natale ci aveva provato, a fargli vedere le streghe, al 31’, ma poi ha trovato dei paladini in Toni (45’) e Lazaros (46’). Contro il meno zemaniano dei Cagliari di Zeman il Parma, dopo quattro sconfitte consecutive, e per giunta pesanti (quanta acqua amara è passata sotto i ponti dei ducali, da quell’ultimo giorno felice della vittoria contro l’Inter), ritrova un grammo di ossigeno con uno 0-0 casalingo: tutt’altro che un segnale di riscatto, ma il sospetto è che, se Donadoni è ancora al suo posto, è perché, al netto delle penalizzazioni, non c’è altro da fare che traghettare la squadra verso un epilogo che sembra già scritto. Al “Barbera” Il Palermo scavalca il Sassuolo in zona-tranquillità: il merito è di Rigoni, autore di un gol-lampo (3’), e di Belotti, a cui al 93’ tocca salvare una festa che il pareggio degli estensi, con Pavoletti (85’), sembrava aver guastato. Dopo l’impresa corsara di Parma, la Lazio ottiene la seconda vittoria di fila. Stavolta la cornice è quella di casa e la vittima è la generosa Atalanta, annichilita nel secondo tempo dalla doppietta di Mauri (51’ e 71’) e dal sigillo di Lulić (81’).  E così i biancocelesti agganciano felicemente le bande di Gasperini e Mihajlovic.
Il turno si chiude stasera con Chievo-Inter ed Empoli-Torino. 

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