Serie A, avanza l’Inter

Solito duello in testa

pubblicato il 25/09/2014 in Sport da Gianluca Vivacqua
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Gianluca Vivacqua
Walter Mazzarri (Inter)

Mercoledì 24 settembre. E’ stata celebrata la IV giornata di campionato,  primo turno infrasettimanale. Manca all'appello (e alla nostra analisi) la sola gara Lazio-Udiese, programmata come posticipo questa sera alle 20.45. A fare da antipasto il nuovo mezzo stop del Milan all’ombra del santuario della Madonna del Pozzo: ad Empoli martedì sera è infatti finita 2-2, per effetto dei gol di Tonelli e Pucciarelli da parte toscana, rispettivamente al 14’ e al 21’, e di Torres (il suo primo gol italiano) e Honda da quella milanista (hanno segnato rispettivamente al 43’ e al 57’). Per il resto, se non fosse per l’Inter e la Sampdoria che, entrambe vittoriose in casa rispettivamente nel derby con l’Atalanta (ringraziamenti ad Osvaldo, 40’, ed Hernanes,, 85’), e contro il Chievo (blucerchiati in gol con Gastaldello al 45’ e  Romagnoli all’89’, veneti con Paloschi al 90’), fanno un balzo in avanti e agganciano il Verona, la situazione in testa è uguale a quella di un anno fa, ma con maggiore equilibrio, se non altro perché non c’è stato ancora lo spartiacque dello scontro diretto sabaudo-capitolino. Solita macchina da vittoria la Juventus, immancabilmente funzionante anche stavolta (3-0, con firme di Vidal al 17’ su rigore e al 64’, e di Lichtsteiner all’85’): ma, va detto, al cospetto del Cesena, cioè di una squadra che i suoi punti cercherà di trovarli soprattutto sul suolo amico. Perciò si può dire che la vera impresa della giornata l’ha fatta la Roma, andando a vincere su un campo ostico come quello parmense e per giunta dopo essere stata rimontata. La cronologia delle segnature, infatti, dice che  al 27’ Ljiajic aveva portato in vantaggio i giallorossi, ma al 56’ De Ceglie con un’inzuccata su angolo aveva pareggiato per i ducali, costretti però a lasciare l’intera posta in palio a causa di una punizione assassina di Pjanic all’88’.
Si diceva del Verona, bloccato sul 2-2 dal Genoa al Bentegodi: in realtà alla truppa di Mandorlini poteva andare anche peggio, visto e considerato che alla metà del secondo tempo era sotto di due reti (il Genoa era passato per due volte col bomber Matri, 34’ e 48’). Per sua fortuna, però, ci hanno pensato Tachtsidis al 52’ e Ionita al 65’ ad allineare il risultato al trend dominante della giornata, e cioè il pareggio ricco di gol acora ventotto, come nel secondo turno). Un altro specimen di questo trend è senz’altro il 3-3 di Napoli-Palermo, il derby delle Due Sicilie: ai piedi del Vesuvio in altri tempi un risultato del genere lo si sarebbe accolto come un rocambolesco pasticciaccio benaugurante per il futuro, ma ora come ora serve solo ad acuire la crisi tecnica dei partenopei. Benitez è sulla graticola, sempre di più: forse è difficile che possa essere allontanato immediatamente, ma è ancor più difficile che possa continuare il proprio ciclo a Napoli. La sua squadra aveva illuso nel primo tempo, col doppio fulmineo vantaggio di Koulibaly (2) e Zapata (10’). Ma poi è venuto fuori il solito Palermo che ha tutto lo spirito di Iachini, e ha ribattuto colpo su colpo: Belotti al 16’ e Vazquez al 24’ hanno gelato il San Paolo. Che Callejon ha nuovamente trasformato in boat, col suo gol in chiusura di frazione: a que punto i padroni di casa avrebbero potuto avere la ripresa in pugno, ma non hanno affondato i colpi, e così Belotti ha fissato definitivamente il risultato sul 3-3 al  61’. Allarme sismico anche a Zemanlandia: decisamente il Cagliari non ha ingranato la marcia giusta, sicché il secondo stop interno consecutivo ad opera di un buon Torino (in campionato è la terza sconfitta di fila) rende la posizione del tecnico più problematica. Tutte le segnature nel primo tempo; come a Napoli, sono i perdenti a passare per primi in vantaggio: il gol di Cossu all’11’ promette cose che il campo si incaricherà di disattendere. Il bel sogno degli isolani dura solo dieci minuti: al 21’ infatti per i granata pareggia Glick, e sul sentiero della segnatura lo segue al 29’ l’ex juventino Quagliarella, che firma il gol corsaro.
Continua la dieta del Sassuolo di Di Francesco: altro brodino caldo al Mapei (0-0), stavolta diviso con una fino ad ora scolorita Fiorentina. 

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