La campionessa di pattinaggio Carolina Kostner il 19 settembre dovrà presentarsi davanti alla procura antidoping del Coni di Roma. Per l’atleta, vincitrice dell’oro ai mondiali 2012 e per ben cinque volte sul tetto d’Europa (2007, 2008, 2010, 2012, 2013), si sospetta una possibile violazione degli articoli 2.8 e 3.3 delle norme in materia di doping, cioè quelli relativi alle voci “copertura” e complicità”. Complicità in cosa? Secondo gli inquirenti nelle abitudini dopanti dell’ex fidanzato, il marciatore Alex Schwazer, positivo ai controlli effettuati alla vigilia delle Olimpiadi di Londra del 2012 e per questo sospeso da ogni attività agonistica fino a gennaio 2016.
Alla figlioccia della sciatrice isolde i giudici olimpici chiederanno in pratica di ripetere le rivelazioni già rese il 10 al pm di Bolzano e riportate sul Corsera. Con la sua consueta naturalezza, la bionda altoatesina ha parlato di particolari che gettano una luce a dir poco inquietante sui metodi per stare in forma utilizzati da Schwazer, già primatista nella sua disciplina a Pechino nel 2008, lo stesso anno in cui si era messo insieme a lei. Metodi che la Kostner tollerava di buon grado, anche se non si può dire che non la infastidissero; di certo, però, non ne fruiva direttamente. Durante la notte il suo Alex aveva bisogno di dormire con una sorta di cassone che gli faceva da appendice, collegato alle vie respiratorie di lui tramite un tubo con mascherina e più chiassoso di una macchina per aerosol? Lei metteva i tappi per le orecchie e dormiva indifferente, con tanti saluti alla “tenda ipossica” (si tratta del macchinario descritto sopra). Schwazer prendeva farmaci proibiti di nascosto da lei, quando era in casa sua? La Kostner tiene a precisare che a lei risulta assumesse sostanze contro la depressione, ma in effetti non saprebbe garantire che cosa combinasse quando lei era assente, a causa degli allenamenti. Tutto può essere, e d’altronde non poteva proibirgli farmaci che era convinta gli facessero veramente bene. E poi ci sono le questioni dell’amicizia con Michele Ferrari, il “dottor Veleno” responsabile dei trionfi e del tracollo di Lance Armstrong, e della “renitenza” di Schwazer ai controlli anti-doping; di fatto una vera e propria “latitanza”, condizione, questa, che la ragazza ha vissuto di striscio più volte a partire dal 2008. A quanto pare, il bell’Alex fuggiva da lei ogni qualvolta aveva sentore che gli ispettori si erano messi sulle sue tracce; ma il destino ha voluto che, alla fine di una lunga ricerca, il 29 luglio 2012 i dannati “uomini della provetta” lo beccassero proprio presso di lei.

