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F1 | GP Messico 2022: analisi prove libere

Turno mattutino con tempi ravvicinati tra i primi sei, nel pomeriggio i test Pirelli per la prossima stagione

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RUSSELL FIRMA IL MIGLIOR TEMPO, LECLERC A MURO

Dopo aver lasciato la proprio vettura a Nyck De Vries in mattinata, George Russell è tornato alla guida della propria Mercedes W13 E Performance facendo registrare la miglior prestazione in 1:19.970 con mescole soft C4. Il pilota britannico ha potuto svolgere una simulazione del time-attack in ottica qualifica che ha fornito riscontri positivi.

La vettura tedesca ha mostrato di essere competitiva su un tracciato che richiede uno spiccato carico aerodinamico e al tempo stesso offre una bassa resistenza dell’aria avanzamento per via dell’altitudine alla quale è situato l’Autodromo Hermanos Rodriguez, 2239 metri, che rende l’aria molto rarefatta. Pur denotando un notevole drag sui rettifili che ha afflitto la monoposto di Stoccarda nell’arco dell’annata attuale, l’inglese è riuscito a raggiungere i 345 km/h.

Nell’arco delle PL1, dove tutti hanno provato un primo approccio di simulazione qualifica seppur la pista fosse ancora poco gommata, hanno svettato le Ferrari. Carlos Sainz ha chiuso in prima posizione davanti al compagno di squadra Charles Leclerc di appena 46 millesimi di secondo. Tuttavia, nell’arco del turno pomeridiano il monegasco è stato costretto ad alzare bandiera bianca dopo mezz’ora per via di un testacoda alla curva 7 che lo ha portato ad impattare pesantemente le barriere esterne danneggiando il retrotreno della F1-75.

Alle spalle delle vetture della Scuderia di Maranello si sono issate le Red Bull di Sergio Perez e Max Verstappen, ambedue col medesimo crono. La RB-18 continua a fare la differenza in termini di efficienza aerodinamica col DRS aperto sui rettifili rispetto alla monoposto del Cavallino Rampante, ma quest’ultima si rivela essere più performante nella stabilità in frenata, nella fase di trazione dalle curve lente e nella precisione all’avantreno nei cambi di direzione del secondo settore.

Il fine settimana messicano inizia col piede giusto, oltre che per la Mercedes, anche per l'Alpine, dato che Fernando Alonso ha chiuso il turno mattutino in sesta posizione ad appena 192 millesimi dal miglior tempo. Il bi-campione del mondo si è messo alle spalle l’Alfa Romeo di Valtteri Bottas e la McLaren di Lando Norris, ottavo. La scuderia transalpina è in lotta con il team britannico per la quarta posizione nel mondiale costruttori.

TEST PIRELLI 2023: FOCUS SUL RIDURRE IL SOTTOSTERZO

La stagione 2022 è agli sgoccioli, con le differenti scuderie stanno già volgendo uno sguardo al futuro. In ottica prossima stagione, la Pirelli ha proseguito i test dei nuovi prototipi di pneumatici 2023 anche nelle PL2 all’Autodromo Hermanos Rodriguez in Messico dopo quelli nell’arco della seconda sessione di prove libere che si è tenuta al Circuit Of The Americas di Austin

Il tracciato nordamericano ha rappresentato un ottimo banco di prova considerando la tipologia della pista contraddistinta da molteplici curve veloci che pongono l'accento sullo stress generato sui compound per via delle forze laterali e nei trasferimenti di carico nelle sezioni ad alta velocità di percorrenza presenti nel primo e nel terzo settore.

Il prototipo 2023 della Pirelli sarà caratterizzata da pneumatici anteriori che garantiranno un inserimento in curva più decisivo, con conseguente drastica riduzione del sottosterzo in ingresso. Infatti, i pneumatici 2022 non riescono pienamente a far fronte all'innescarsi del sottosterzo in inserimento per via della nuova generazione di monoposto che esordito quest'anno.

La motivazione tecnica è duplice. In primo luogo, l'elevato peso delle vetture, innalzato di 43 chilogrammi rispetto alla passata annata, rende l'avantreno meno reattivo. Secondo, la Pirelli l'anno scorso ha effettuato i test con le mule-car e non con le monoposto attuali, conseguentemente non vi poteva essere una visione a 360 gradi di quali sarebbero state le conseguenze dirette sulle coperture in relazione al comportamento delle monoposto che hanno esordito quest'anno e caratterizzata dalla più grande rivoluzione tecnica dal 1982 a oggi.

Con l'incremento del peso minimo, gli pneumatici al retrotreno hanno mostrato di garantire la medesima aderenza e grip meccanico, nelle curve lente è emerso un certo sbilanciamento tra i due assi, con l'avantreno meno reattivo in entrata nello spostamento di carico nella percorrenza della curva con conseguente sottosterzo.

La nuova generazione di vetture genere maggior carico aerodinamico nelle curve ad alta velocità di percorrenza, ma meno in quelle lente e questo spiega il perché gli pneumatici all'avantreno verranno modificati da parte dalla Pirelli in ottica 2023. L'obiettivo di decrescere il sottosterzo si rifletterà sul comportamento della monoposto, sul bilanciamento aerodinamico complessivo, sugli assetti e sullo stile di guida del pilota.

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