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F1 | GP Singapore 2022: analisi circuito

Circuito cittadino molto tecnico con curve lente in successione

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A tre settimane dal Gran Premio d'Italia che si è svolto all'Autodromo Nazionale di Monza e vinto dalla Red Bull di Max Verstappen, la F1 farà tappa questo fine settimana a al Marina Bay Street Circuit per il Gran Premio di Singapore, round numero diciassette della stagione 2022. La tappa asiatica torna ad ospitare la Formula 1 dopo il biennio di pausa per via della cancellazione delle edizioni 2020 e 2021 a causa dell'emergenza sanitaria dettata dalla pandemia Coronavirus.

Il tracciato asiatico ha fatto il proprio debutto in F1 nel 2008 passando alla storia per essere stata la prima gara in notturna di sempre. La pista, realizzata dall'azienda KBR e il cui costo dell'operazione ha raggiunto i 33 milioni di dollari, si snoda lungo le strade urbana ed ha già mutato più volte la propria configurazione. Attualmente è lunga 5063 metri ed è composta da 23 curve, delle quali nove a destra e quattordici a sinistra.

La prima curva è una sinistra da affrontare in quarta marcia a 136 km/h alla quale segue il cambio di direzione per la curva 2 da percorrere con la medesima velocità a 167 km/h. In seguito vi è il tornantino della curva 3 da fare in seconda marcia a 88 km/h, la cui trazione in uscita è fondamentale per la seguente curva 4, da percorrere in pieno a 211 km/h, ma soprattutto per impostare il cambio di direzione della curva 5. Quest'ultima, la cui velocità di percorrenza è di 144 km/h in quarta marcia, immette sul curvilineo che porta prima alla curva 6 verso destra e in seguito alla brusca frenata della curva 7 dove è possibile tentare il sorpasso.

Successivamente vi è verso destra la curva 8 ad angolo retta, la cui velocità di percorrenza è di 67 km/h in seconda marcia, così come la curva 9, da affrontare in quarta marcia a 153 km/h, che immette sul rettifilo che porta alla curva 10, una sinistra che i piloti percorrono in quarta a 147 km/h. Segue la chicane destra-sinistra delle curve 11 e 12 da affrontare in entrata in seconda a 97 km/h e in uscita in quarta a 156 km/h.

Dopo la dodici vi è il lento tornatino verso sinistra della curva 13, 87 km/h in seconda marcia, la cui trazione in accelerazione è fondamentale per il successivo rettilinei che porta alla staccata della curva 14 dove si può provare a sorpassare grazie anche grazie all'ausilio della seconda zona DRS del tracciato asiatico. La trazione in uscita porta alla curva 15, una sinistra nella quale è fondamentale rimanere adiacente al muro esterno per impostare una linea migliore in ingresso per la chicane destra-sinistra delle curve 16 e 17.

L'inserimento ha una velocità di percorrenza da 112 km/h in terza, l'uscita si esegue parzializzando l'acceleratore in quarta marcia a 147 km/h alla quale segue un breve allungo che conduce alla chicane sinistra-destra delle curve 18 e 19 da affrontare in terza marcia rispettivamente a 103 km/h e a 121 km/h. In seguito vi è il cambio di direzione destra-sinistra delle curve 20 (3a, 108 km/h) e 21 (4a, 138 km/h), a cui segue un breve rettifilo che porta alla doppia destra finale delle curve 22 e 23 da affrontare in sesta marcia a 202 km/h e 244 km/h.

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