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MotoGP | GP Aragon 2022: analisi circuito del MotorLand

Un tracciato molto tecnico, con molte curve veloci ed esigente per i freni

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A due settimane di distanza dal GP San Marino che si è svolto presso il Misano World Circuit Marco Simoncelli e vinto dalla Ducati di Francesco Bagnaia, il Motomondiale farà tappa questo fine settimana al MotorLand di Aragon per il GP Aragon, sede della tredicesima prova iridata stagionale per le classi MotoGP, Moto2 e Moto3.

L’impianto dedicato al Motorsport e situato ad Alcaniz, inaugurato dopo la metà del 2009, ed è  stato ricavato da un’area complessiva di trecentocinquanta ettari che comprende: un parco tecnologico dedicato agli istituti di ricerca focalizzati sul settore automotive, l’area sportiva che comprende tre tracciati internazionali (uno della lunghezza di 5345 metri, uno per il cross e uno per il karting) e la zona culturale con centri commerciali e un albergo.

Il progetto porta la firma dell’architetto tedesco Hermann Tilke in collaborazione con l’agenzia britannica Foster&Partners. Pedro de La Rosa è stato il consulente tecnico e sportivo data la sua esperienza in Formula Uno come pilota e come collaudatore della McLaren. Nella configurazione adottata dal Motomondiale, il tracciato misura 5077 metri ed è composto da diciassette curve, delle quali dieci a sinistra e sette a destra. La larghezza della sede stradale è di quindici metri.

Il record assoluto sul giro del tracciato appartiene a Bagnaia, che nel 2021 aveva ottenuto la pole position col crono di 1:46.322 alla media oraria di 171.9 km/h. Due anni fa, Franco Morbidelli aveva fatto registrare il giro più veloce in gara fermando il cronometro sull’1:48.089 a 169 km/h di media oraria. Le distanze di gara previste per le differenti classi sono le seguenti: 23 giri (116.8 km) per la MotoGP, 21 giri (106.6 km) per la Moto2 e 19 giri (96.5 km) per la Moto3.

Secondo quanto riferito dai dati analizzati dalla Brembo, la durata della fase di frenata è di 35 secondi, pari al 33% della percorrenza del giro, mentre la lunghezza della fase di frenata è di 1501 metri, l’equivalente del 30% della percorrenza di un giro. Per la tappa iberica, la Michelin Motorsport ha diramato il consueto comunicato stampa nel quale analizza per scelte sui compound. All’avantreno, soft, medium e hard saranno simmetriche così come la hard al retrotreno. Al posteriore medie e morbide saranno asimmetriche.

Dalla linea del traguardo alla prima curva vi sono circa duecento metri di distanza. La curva 1 è una sinistra da affrontare in seconda marcia a 97 km/h. In trazione in uscita vi è il cambio di direzione verso destra per la curva 2, da percorrere in terza marcia a 156 km/h parzializzando l'acceleratore lungo il Reggio di percorrenza, alla quale segue la curva 3 nella medesima direzione a 173 km/h in quarta marcia. In seguito vi è la doppia sinistra delle curve 4 e 5, da affrontare rispettivamente a 193 km/h in quarta marcia e a 87 km/h in seconda.

Superato il punto di corda, i piloti accelerano verso le curve 6 (178 km/h) e 7 (102 km/h) , ambedue verso destra. La trazione in uscita dalla curva sette porta in discesa alla chicane destra-sinistra delle curve 8 e 9. Le moto della classe regina affrontano l'entrata a 108 km/h e l'uscita a 83 km/h.

Dopo, vi sono verso sinistra le curve 10 e 11: la prima è caratterizzata da un ampio raggio di percorrenza con una velocità al punto di corda di 180 km/h in quarta marcia, mentre la seconda è un curvilineo che i piloti affrontano a 272 km/h in sesta marcia prima di frenare per la chicane delle curve 12 e 13. Si tratta di un cambio di direzione sinistra destra nel quale i piloti affrontano l'ingresso in seconda marcia a 121 km/h e l'uscita in terza a 156 km/h.

Successivamente vi è un'ulteriore chicane, questa volta destra-sinistra, la cui peculiarità sta nel fatto che l'entrata al punto di corda delle curva 14 (127 km/h) sia in discesa, il che rende molto complicato il punto di frenata e la conseguente traiettoria al punto di corda.

Dato che non è facile mantenere una linea corretta nel cambio di direzione, conta molto anche la reattività dell'avantreno della moto e la precisione di inserimento, anche l'uscita dalla curva 15 (96 km/h) rischia di non essere ottimale per affrontare il successivo rettilineo dalla lunghezza di 968 metri. In fondo al rettifilo opposto a quello dei box, arrivano alla frenata della curva 16, il punto di staccata più impegnativo del tracciato iberico.

Secondo i tecnici della Brembo, le moto della classe regina decelerano da 336 km/h a 145 km/h nello spazio di frenata di 273 metri e nell’arco temporale di 4.7 secondi. Il carico esercitato sulla leva del freno è di 5.7 chilogrammi, la pressione del liquido frenante arriva sino a 12.3 bar. La decelerazione massima è di 1.5 G. La curva sedici è una sinistra da affrontare in terza marcia a 163 km/h, alla quale segue la curva 17, l'ultima delle pista iberica, nelle medesima direzione da affrontare a 197 km/h in quarta e che porta sul rettifilo del traguardo.

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