SBK, GP Olanda 2021: guida alla pista di Assen

La pista olandese presenta curve lente nel primo settore e curve veloci con rapidi cambi di direzioni nelle sezioni successive. Scopriamone le caratteristiche

Articolo di giornalismo partecipativo pubblicato il 22/07/2021 in Sport da Dennis Ciracì
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Dennis Ciracì
Foto dall'alto del TT Assen Circuit in prossimità della curva 1 (foto: TT Assen Circuit Twitter)

Il circuito, definito anche ‘l’Università del motociclismo’, è stato inaugurato nel 1926. Nel corso degli anni, la pista ha subito svariate modifiche al layout. Nella configurazione odierna, la pista è lunga 4542 metri ed è composta da 18 curve, delle quali dodici a destra e sei a sinistra. Il rettilineo più lungo misura 950 metri, mentre quello del traguardo è di 487 metri. La larghezza della sede stradale è di 14 metri. Il record assoluto della pista appartiene a Jonathan Rea, che nell’edizione 2017 fece registrare la pole position col crono di 1:33.505. Oltre alla Superbike, saranno presenti questo fine settimana anche le categorie WorldSSP, WorldSSP300 e la Yamaha R3 Cup.
Prendendo come riferimento il video onboard camera di Maarten Bekker nel corso dei suoi giri alla ‘Supercup 1000’ del 2018, si possono analizzare le caratteristiche del tracciato situato in Olanda. Dalla linea del traguardo alla curva 1 vi sono circa duecento metri di distanza, prima che i piloti frenino per il punto di staccata più esigente del tracciato situato nei Paesi Bassi. Secondo i dati forniti dalla Brembo, le moto della classe Superbike decelerano da 271 km/h a 107 km/h nello spazio di 190 metri e nell’arco temporale di 3,7 secondi. Il carico esercitato sulla leva del freno è di 4,6 kg; la decelerazione è pari a 1,5 G.
Le prime quattro curve della pista olandese sono tutte verso destra. La Haarbocht (curva 1), 127 km/h di velocità di percorrenza in terza marcia, la Madijk (curva 2), 201 km/h in terza, la Osserbroken (curva 3), 121 km/h in seconda e infine la curva 4, 123 km/h con la medesima marcia. Successivamente, vi è il tornate verso sinistra per la De Strubben (curva 5). Si tratta di una piega con un angolo di inclinazione di circa sessanta gradi da affrontare in prima marcia a soli 68 km/h.
La trazione in uscita è di vitale importanza per affrontare il successivo rettilineo, nel quale le moto della classe regina sfiorano velocità di punta nell’ordine dei 270 km/h, che porta verso la veloce chicane destra-sinistra delle curve 6 (Ruskenhoek) e 7. La velocità in ingresso è di 216 km/h in quinta marcia, per l’uscita i piloti scalano due marce decelerando sino a 149 km/h. Il successivo cambio di direzione porta verso la Stekkenwal (curva 8), una destra da fare in terza velocità di a 143 km/h. Dopodiché vi è la De Bult (curva 9), una sinistra da affrontare in seconda a 123 km/h. In seguito, vi sono ben quattro curve verso destra in progressione dal punto di vista della velocità.
Alla Mandeveen (curva 10), da percorrere a 116 km/h in seconda marcia, seguono la Duikersloot (curva 11), 169 km/h in terza marcia, la Meeuwenmeer (curva 12), 2249 km/h in quinta velocità e la Hoge Heide (curva 13), 286 km/h in sesta. Successivamente alla tredici, vi è doppia sinistra delle curve 14 e 15 (Ramshoek), ambedue si percorrono in quarta marcia alle rispettive velocità di 227 km/h e 215 km/h. Infine, vi è la chicane conclusiva destra-sinistra-destra delle curve 16 (Geert Timmer Bocht), 17 e 18. L’ingresso è caratterizzato da una velocità al punto di corda di 102 km/h in seconda marcia, l’uscita è in accelerazione a 166 km/h in terza.

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